Tanzania / Bracconaggio

Con un tweet postato mercoledì sul suo account, il ministro tanzaniano delle risorse naturali e del turismo Hamisi Kigwangalla ha annunciato il sequestro di 75 zanne di elefante e circa 338 pezzi più piccoli di avorio, derivati dall’uccisione di almeno 117 elefanti.

L’avorio, “del valore di 4 miliardi di scellini tanzaniani (1,74 milioni di dollari)”, è stato recuperato dopo che le autorità hanno arrestato il sospetto bracconiere “hardcore” Hassan Shaban Likwema, noto anche con lo pseudonimo di Hassan Nyoni.

Negli ultimni anni il governo tanzaniano ha intensificato la lotta al bracconaggio, nel tentativo di smantellare le reti criminali coinvolte nel traffico di zanne, divenuto ormai su scala industriale in tutto il continente, spinto dalla costante domanda di avorio proveniente da paesi asiatici come la Cina e il Vietnam, dove viene trasformato in gioielli e ornamenti.

Secondo un censimento del 2015, la popolazione di elefanti in Tanzania, famosa per le sue riserve naturali, è diminuita da 110mila esemplari nel 2009 ad appena 43mila nel 2014, ma oggi le autorità affermano che si è verificata una lieve ripresa, arrivando a 60mila esemplari.

Completamente diverse sono invece le politiche di alcuni paesi dell’Africa meridionale che hanno minacciato di uscire dalla Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione dopo che l’organismo ha respinto le richieste dello Zimbabwe e di due dei suoi vicini, BotswanaNamibia, che, per fare cassa, spingono per una ripresa delle vendite di avorio. (Reuters)