Tanzania / Istruzione

Nei giorni scorsi, 29 gruppi della società civile della Tanzania hanno diffuso un documento in cui si dicono contrari alle decisioni del presidente di espellere dalla scuola le ragazze minorenni che rimangono incinte e diventano madri prima di finire gli studi.

Nel documento si legge che la decisione priva le ragazze dell’opportunità di progredire e di migliorare la qualità della vita propria e dei loro figli. “Donne e bambine sono il 51% della popolazione, così la domanda di cosa succede a loro e ai loro bambini ci riguarda tutti”. “Educare le bambine porta benefici economici e sociali a tutto il paese”.

La risposta governativa non si è fatta attendere. Il ministro degli Interni ha consigliato alle organizzazioni firmatarie di fermare la campagna in favore delle madri minorenni, se non vogliono rischiare che perdere la registrazione che permette loro di operare.

La Tanzania ha uno dei tassi più alti al mondo di madri adolescenti. Secondo l’ufficio statistico ufficiale, nel 2015/16 il 21% delle ragazzine tra i 15 e i 19 anni avevano già partorito. Secondo Christa Stewart, dell’organizzazione “Equality now”, molte di queste gravidanze sono frutto di stupro, violenza e coercizione. Negli scorsi 10 anni, sono state almeno 55.000 le studentesse espulse per essere rimaste incinte. Per la grande maggioranza di loro si apre la strada della miseria e di una vita di espedienti per poter sopravvivere. (Reuters)