Tanzania / Censura

Il governo della Tanzania ha sospeso per due anni le pubblicazioni del Mwanahalisi, un giornale indipendente critico nei confronti dell’estabilishment.
Secondo il portavoce del governo, Hassan Abbasi, la decisione è stata presa dopo la pubblicazione della lettera di un cittadino contenente “insulti” contro il presidente John Magufuli e la sua amministrazione. Il testo accusa di ipocrisia il presidente, che “sostiene di essere un patriota ma mette in dubbio il patriottismo di chiunque gli si opponga”. Alludendo alle richieste regolari di Magufuli alla gente di pregare per lui, l’articolo chiede se in realtà non si dovrebbe piuttosto pregare per il legislatore dell’opposizione Tundu Lissu, che è stato ferito in un tentativo di assassinio all’inizio di questo mese e il cui partito, Chadema, accusa il governo di essere coinvolto nell’attacco.

Questa lettera, ha detto Abbasi, è stata l’ultima in una lunga serie di violazioni di “etica, principi della professione giornalistica, e pubblicazione di articoli falsi e sediziosi che mettono in pericolo la sicurezza nazionale”. Il giornale era da tempo nel mirino del governo. Fu fermato più volte in passato, per tre mesi nel 2008 e poi per tre anni tra il 2012 e il 2015.

La chiusura del Mwanahalisi avviene solo tre mesi dopo quella toccata lo scorso giugno al settimanale Mawio, sospeso per due anni per aver pubblicato degli articoli che collegano i due ex presidenti tanzaniani, Benjamin Mkapa e Jakaya Kikwete, a presunte irregolarità in contratti minerari con società straniere, firmati negli anni ’90 e nei primi anni del 2000.

Dalla sua elezione, ad ottobre 2015, Magufuli ha chiuso diversi giornali, ha bandito le manifestazioni di opposizione, ha oscurato le trasmissioni in diretta delle sessioni parlamentari e ha usato una legge draconiana sullo “cybercrime” per soffocare le critiche anche sul web.

“Questa sospensione è assolutamente eccessiva ed è anche un altro esempio della repressione che stanno sperimentando i media tanzanesi”, ha affermato Clea Kahn-Sriber dell’organizzazione per la libertà di stampa Reporter senza Frontiere. (The Citizen)

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