Tanzania / Ambiente

Il governo della Tanzania ha fermato un progetto del valore di 569 milioni di dollari della Agro Eco-Energy, una società privata tanzaniana, sussidiaria della società svedese Eco Energy Africa Ab, con lo scopo di sviluppare il settore agro-industriale nel paese.

Il progetto fermato si proponeva di costruire una diga sul fiume Wami, per formare un invaso allo scopo  di irrigare un vasto territorio da coltivare a canna da zucchero per produrre zucchero ed etanolo, da usare come carburante.

Secondo ActionAid, l’organizzazione non governativa che lo ha reso noto, il progetto avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sia sugli abitanti della zona che su un parco nazionale di 1000 chilometri quadrati e sulla sua fauna selvatica. La diga prevista avrebbe fatto diminuire fortemente l’afflusso delle acque del fiume Wani a valle, con il risultato di modificare in modo decisamente negativo l’equilibrio ambientale nella riserva naturale. L’invaso, a sua volta, avrebbe provocato la spostamento di almeno 1.500 villaggi, mentre la piantagione era prevista sul terreno coltivato dai piccoli produttori. Si trattava, cioè, di un classico progetto di land, and water, grabbing.

ActionAid considera la decisione governativa di fermare il progetto come una vittoria per le comunità locali e per la salvaguardia dell’ambiente. (Reuters)