Tanzania / Censura

Il parlamento della Tanzania ha approvato una legge che aumenta il controllo sull’informazione online, sia per quanto riguarda i produttori che i singoli utenti.

La nuova disposizione prevede la registrazione presso l’istituzione governativa competente, la Tanzania Communications Regulatory Authority (TCRA), di tivù, radio e altre piattaforme informatiche, dei social network, compresi i blogger e i gestori di siti web.

Produttori e utenti saranno ritenuti responsabili dei contenuti fatti circolare. Per materiali “indecenti, osceni, discorsi che fomentano odio e violenze, o che offendono o incitano altri, che causano fastidio, che minacciano di danneggiare e fare del male, che incoraggiano o incitano ad zioni criminali, o che causano disordine pubblico” sono previste sanzioni fino a 5 milioni di scellini tanzaniani (circa 2.300 dollari) e fino a 12 mesi di detenzione. E’ proibito anche usare i social network e produrre informazione online, in modo anonimo.

Le organizzazioni della società civile e gli attivisti per la libertà di espressione hanno condannato la nuova legge perché dà potere ai servizi di sicurezza di chiudere i siti anche in violazione delle norme contenute nelle licenze loro rilasciate. Sottolineano inoltre che in questo modo il governo impedisce libertà di parola e di dissenso, minacciando la democrazia nel paese.
La settimana scorsa l’esecutivo aveva ordinato la chiusura per due anni di un quotidiano critico nei confronti del presidente John Magufuli. (Africanews)