Presa di posizione
Per il coordinatore Flavio Lotti, l’Italia dovrebbe invece innescare un’iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco e contribuire ad attivare la missione europea Eufor Libia.

«La decisione dell’Italia di partecipare attivamente ai bombardamenti in Libia è insensata, inutile e inconcludente. Se è vero che ci sono già dodici paesi che bombardano la Libia, che senso ha che lo faccia anche l’Italia? Qual è il valore militare aggiunto di questa decisione? E poi: bombardare chi? Bombardare cosa? Di quali obiettivi mirati stiamo parlando?» Questa la reazione di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, e di tutto il direttivo della Tavola della pace, a quanto deciso dal governo Berlusconi.

Ma Lotti non si limita alla critica e avanza una proposta: «Invece di affidare alle bombe la domanda di libertà del popolo libico, l’Italia dovrebbe mettere in campo una grande iniziativa diplomatica con tre obiettivi prioritari: fermare l’escalation della violenza per fermare la strage di civili; puntare a una tregua che consenta di portare aiuto immediato alla popolazione di Misurata; e poi raggiungere il cessate il fuoco».

E aggiunge: «Questo è il tempo di chiudere con i bombardamenti e inviare una vera e propria missione dell’Onu, sotto la guida diretta del segretario generale, in grado di proteggere realmente i civili. Perché non si è ancora attivata la missione europea Eufor Libia?». È bene ricordare che Eufor Libia è stata creata il 1° aprile con una decisione del Consiglio Europeo per sostenere l’assistenza umanitaria, ma finora non ha operato.

Il coordinatore della Tavola della pace, considerato che «40 giorni di bombardamenti non hanno impedito l’assedio e il massacro di Misurata», si chiede: «Quanto tempo deve passare ancora prima che il mondo decida di cambiare strategia? Dov’è finita la coerenza con la risoluzione dell’Onu 1973 che al primo punto chiede a tutti di operare per “raggiungere l’immediato cessate il fuoco e la fine di tutte le violenze e gli attacchi contro i civili”? Perché si continua a parlare solo di guerra e non si discute di alcuna iniziativa politica?».

E conclude: «L’Italia deve aiutare il popolo libico a liberarsi dalla doppia morsa di Gheddafi e della guerra. Non c’è obiettivo più importante. Per questo l’Italia dovrebbe diventare il crocevia dell’impegno europeo e internazionale per la pace e la sicurezza umana nel Mediterraneo. Ma per ottenere questo risultato servono credibilità, coraggio e lungimiranza».