Kenya / Tanzania / Uganda

Il presidente keniano Uhuru Keniatta e il presidente ugandese Yoweri Museveni hanno avuto un’altra “discussione fruttuosa” a Nairobi sul percorso dell’oleodotto che dovrà portare le ingenti riserve ugandesi, stimate a 1,7 milioni di barili, all’Oceano Indiano.

L’accordo sembrava essere stato raggiunto lo scorso agosto, quando i due presidenti avevano firmato un accordo per un oleodotto che doveva raccogliere il petrolio ugandese, nel bacino del lago Alberto, e quello keniano (stimato a 600 milioni di barili), nella zona del lago Turkana, per convogliarlo ad un terminal nelle vicinanze di Lamu, sulla costa del Kenya. Secondo quell’accordo, l’oleodotto dovrebbe essere la prima di diverse infrastrutture, per un valore complessivo di 23 miliardi di dollari, di un corridoio, conosciuto come corridoio del nord, che dovrebbe facilitare gli scambi anche con l’Etiopia, il Sud Sudan e possibilmente altri paesi della regione e supportarne lo sviluppo.

Ma l’accordo è stato messo in discussione da divergenze tra le compagnie petrolifere interessate al progetto: la francese Total, l’inglese Tullow Oil e la cinese Cnooc.  La Total, dopo un pressante lavoro di lobby, avrebbe reso appetibile per l’Uganda un corridoio sud, che, passando attraverso la Tanzania, fortemente interessata al progetto, raggiungerebbe il mare nel porto di Tanga. La Total avrebbe già a disposizione i 4 miliardi di dollari necessari per la realizzazione del progetto. Le ragioni di questa diversa proposta sarebbero da ricondursi all’insicurezza della costa del Kenya, spesso teatro delle incursioni del gruppo terroristico somalo al Shabaab. Museweni, il mese scorso, aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con la Tanzania per la costruzione dell’oleodotto, spiazzando il Kenya e mettendo in forse anche il progetto del corridoio settentrionale, sostenuto invece in particolare dalla Tullow Oil, che già sta sviluppando i campi petroliferi sia in Kenya che in Uganda.

Queste diverse ipotesi, che sposterebbero ingentissimi finanziamenti, hanno creato notevoli tensioni tra i tre paesi dell’Africa dell’Est interessati.

Kenyatta e Museweni si incontreranno a Kampala nelle prossime settimane per cercare una soluzione al problema soddisfacente per entrambi. (Financial Times)