Se una volta letto questo libro di geopolitica vien voglia di approfondire anche solo uno dei temi enucleati – confini, acqua, energia, armi… – e di prestare maggiore attenzione all’intreccio degli interessi e dei rapporti di forza che si confrontano su scala globale, significa che l’autore ha raggiunto il suo scopo.

Simoncelli, cofondatore dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio disarmo e docente di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense, sin dalla premessa mette in guardia dalla tendenza di semplificare la lettura dei fenomeni.

E suggerisce di tener conto di alcuni fattori di contesto: al bipolarismo Usa-Urss si è sostituito un multipolarismo che conferisce alle coalizioni/alleanze un andamento variabile; petrolio e gas sono sempre oggetto di contesa; i cambiamenti climatici non sono al centro dell’agenda politica; la globalizzazione è fenomeno contraddittorio (migrazioni, diseguaglianze) ma ben vivo; uno sguardo puramente locale non porta da nessuna parte.

Ogni tema è affrontato anche con cartine, grafici e tabelle. Un esempio sul land grabbing (accaparramento delle terre). In poche righe si coglie la portata del fenomeno: 71 milioni di ettari coinvolti; siglati contratti d’affitto che possono durare 99 anni tra società pubbliche o private del nord del mondo e governi del sud (in Africa si segnalano Rd Congo, Sudan, Sud Sudan, Madagascar, Mozambico); tali contratti spesso non tengono conto delle comunità locali e consentono pratiche agricole che impoveriscono i suoli.