Temendo che il sistema sanitario nazionale non sia in grado di far fronte a un peggioramento della situazione legata al virus, le autorità politiche del Togo hanno prorogato il lockdown, in vigore da inizio aprile, fino a metà agosto.

In realtà, la vita scorre come sempre, tutto è praticamente aperto, mercati compresi, che sono un vero e proprio assembramento quotidiano. Chiusi solo, i luoghi di culto, tutti.

Situazione frustrante, il vuoto spinto, per chi è abituato alle grandi masse oranti delle domeniche e non solo.

Il racconto del comboniano padre Manuel Ceola, vicentino di Malo, missionario in Togo dal 2014, nella parrocchia di Adidogome, periferia nordovest di Lomé, la capitale.