Dichiarazione di Lomé

I capi di stato di sette paesi africani (Togo, Congo-Brazzaville, Uganda, Niger, Senegal, Ghana, Gambia) hanno firmato sabato a Lomé, in Togo, la Dichiarazione di Lomé, un documento con il quale i governi si impegnano a criminalizzare il traffico di medicinali contraffatti.

Si tratta di un punto di partenza per un’azione politica coordinata in Africa per risolvere il problema dell’accesso a farmaci sicuri e convenienti, e fermare il redditizio commercio di medicinali falsi.

Un traffico che ha fruttato quasi 85 miliardi di dollari nel 2010, e che si prevede raggiungerà 500 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, con pesantissime conseguenze sulla salute. Il mercato delle ‘fake drugs’ provoca infatti quasi 160mila morti ogni anno nell’Africa sub-sahariana.

Con questa dichiarazione i governi s’impegnano a “lavorare alla finalizzazione dell’accordo quadro sulla criminalizzazione di traffico di prodotti medici scadenti e falsificati”. Secondo Jean-Louis Bruguière, giudice antiterrorismo francese, membro del comitato direttivo sui medicinali scadenti e falsificati, «una delle missioni di questo accordo quadro sarà quella di creare nuovi reati con sanzioni più pesanti».

Assente al vertice di Lomé, la Nigeria, un grande fornitore di medicinali falsi. (Radio France International)

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