Togo / Elezioni

Nel corso di una conferenza stampa ieri a Lomé, la coalizione di partiti di opposizione formata attorno Jean-Pierre Fabre, principale rivale di Faure Gnassingbé nelle elezioni presidenziali del 25 aprile scorso, ha respinto i risultati elettorali dalla Commissione elettorale nazionale indipendente togolese (Ceni).

“I risultati, pubblicati martedì dal presidente della Ceni, non sono conformi né alla legge né all’accordo del 24 aprile 2015, né alle linee guida decise dalla  Cedeao (Comintà economica degli stati dell’Africa occidentale) e nemmeno alle procedure interne adottate da tutti i membri della Ceni”, ha detto in una nota, Patrick Lawson-Banku, portavoce della coalizione Combattenti per l’alternanza pacifica (Cap), che ha sostenuto la candidatura del leader dell’opposizione Jean-Pierre Fabre. Per il Cap il risultato non avrebbe alcuna corrispondenza con le segnalazioni raccolte nei seggi elettorali dai suoi rappresentanti.

Sempre la Cap tramite il suo portavoce ha affermato che  la rielezione di Faure Gnassingbé è un “colpo di stato elettorale pianificato a lungo e realizzato attraverso verbali elettorali prefabbricati”. “Senza i controversi risultati fuoriusciti dalle commissioni elettorali locali indipendenti (Celi), saremmo vittoriosi”, ha detto poi il diretto interessato, Jean-Pierre Fabre, sottolineando che “questo ennesimo colpo di mano stavolta non passerà”. (JeuneAfrique)

Ufficialmente Faure Gnassingbe è stato proclamato vincitore con il 59% dei voti. Fabre avrebbe invece guadagnato il 35%, ma ieri ha sin da subito rifiutato la sconfitta ai microfoni dell’agenzia Afp dicendo che questi risultati rappresentano un “crimine contro la sovranità nazionale”. Una reporter della Afp ha infatti chiesto a Fabre se si considera il nuovo presidente eletto e lui ha risposto con un secco: “Certamente”.

Queste affermazioni di Fabre e della coalizione che lo sostiene potrebbero alimentare il clima di tensione nel paese. Tanto è vero che suoi sostenitori hanno già fatto appello alla popolazione per “una massiccia mobilitazione con tutti i mezzi legali per contrastare questo nuovo colpo di Stato di Gnassingbé.”

I leader regionali dell’Africa occidentale guidati dal presidente del Ghana, John Dramani Mahama,  giunto ieri nella capitale togolese Lomè, saranno chiamati ora mediare la disputa. (Bbc.com)