Togo

Resta intermittente in Togo la connessione ad internet, rallentata dal governo a partire dal 6 settembre, in concomitanza con l’avvio di una serie di proteste popolari, guidate dall’opposizione, contro il regime dinastico della famiglia Gnassingbé che detiene il potere nel paese da mezzo secolo.  

Le manifestazioni sono ormai pressocché quotidiane nella capitale, Lomè, dove martedì gli oppositori hanno boicottato in parlamento l’approvazione della riforma costituzionale – che limita i mandati presidenziali e stabilisce elezioni a due turni – aprendo la strada ad un referendum popolare.

L’opposizione, che ha denunciato la non retroattività di questa misura, ha boicottato la sessione parlamentare. Di conseguenza, il partito di governo ha ottenuto solo poco più dei due terzi dei voti, mentre per l’approvazione servono i quattro quinti della Camera.

Gli oppositori chiedono di più da questa riforma, pretendendo che si ritorni alla Costituzione del 1992, che porterebbe automaticamente alla deposizione del presidente Faure Gnassingbé, al potere dal 2005, quando succedette al padre, Etienne Gnassingbé Eyadema, a sua volta al potere per 38 anni. La richiesta è sostenuta anche dai vescovi togolesi nella lettera pastorale sulla situazione nel paese.

Gli emendamenti presentati dagli oppositori non sono stati presi in considerazione e tra i due campi non c’è dialogo. Se non si trova alcuna altra soluzione, allora sarà la gente decidere. Il referendum potrebbe essere tenuto prima della fine dell’anno. (Afrique Presse / Africa News)

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