Siamo umani, tutti. Forse ce ne eravamo dimenticati o non ci pensavamo abbastanza. C’è voluto un esserino invisibile a ricordarci quanto siamo fragili, proprio noi, che ci eravamo arrogati il posto d’onore nel mondo, i dominatori. Noi che ci eravamo convinti di avere sottomesso la natura, di averla assorbita ai nostri bisogni.

Non è così. Sembra quasi che la natura abbia voluto lanciarci un segnale, un avvertimento: guardate che non potete continuare così. Chissà se sarà servito. Quando tutto questo sarà finito, e non sarà a breve termine, saremo capaci di riflettere sull’accaduto?

Il filosofo tedesco Hans Jonas sosteneva che troppe volte dobbiamo arrivare sull’orlo dell’abisso, per comprendere la vera grandezza del problema. Dobbiamo avere paura della catastrofe per renderci davvero conto di cosa sta accadendo attorno a noi. Di solito siamo troppo indaffarati ad arricchirci, a consumare, a competere con gli altri e cose del genere.

Se la paura di cadere nell’abisso servisse a farci ripensare l’intero sistema che abbiamo messo in piedi, che causa sempre più disuguaglianze e tensioni, allora non tutto sarà stato inutile.

Così come non sarà stato inutile comprendere finalmente, che siamo un’unica specie umana, altro dato che spesso dimentichiamo e che il Covid-19 sembra volerci far ricordare a tutti i costi. Infatti, colpisce tutti, senza distinzione di colore, presunta razza, nazionalità. Abbatte tutte le barriere, i confini, i muri che abbiamo eretto per dividerci gli uni dagli altri, le trapassa e colpisce indistintamente. A nulla valgono le gerarchie.

È questa l’altra grande lezione che dovremmo imparare da questi mesi tristi. Vedere, invece, politicanti di diverse parti del mondo rinchiudersi nei propri egoismi, tentare di sottrarre risorse fondamentali ad altri paesi, speculare politicamente su questa tragedia è uno spettacolo davvero avvilente.

Non dovremmo permetterlo e permettercelo. Ricordiamoci di tutto questo, il giorno in cui potremo di nuovo uscire liberamente per strada e riabbracciare gli amici, che ci rimangano impressi questi giorni per non ricadere nuovamente nella stessa trappola. Sentiamo ripetere da più parti che il mondo non sarà più lo stesso: bene, facciamo che sia migliore.