INCONTRI E VOLTI – FEBBRAIO 2019
Alex Zanotelli

Il legame con Riace nasce in occasione del campo di lavoro che abbiamo fatto da quelle parti, i primi dieci giorni dell’agosto scorso, con un gruppo del Gim (Giovani impegno missionario) dei missionari comboniani. In breve tempo, siamo entrati in sintonia con i migranti, con Mimmo Lucano e con l’esperienza di Riace. Quando lo abbia invitato a parlare ai giovani, Mimmo si è commosso e ci ha detto che avrebbe iniziato un digiuno a oltranza per sollecitare il ministero degli interni a erogare i fondi dovuti per il funzionamento dello Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Siamo rimasti sempre in contatto e abbiamo vissuto da vicino l’iniziativa giudiziaria della Procura di Locri sulla gestione dei progetti d’accoglienza dei migranti e gli arresti domiciliari che Mimmo ha dovuto subire in ottobre. In seguito ha avuto il divieto di dimora a Riace e ora vive a Caulonia, piccolo centro dell’Alta Locride. È inconcepibile che un uomo che ha fatto del bene sia stato trattato in questo modo e la sua opera devastata. Infatti in questi mesi molti migranti se ne sono andati da Riace – dei 300 che erano ne sono rimasti una sessantina – e l’opera di accoglienza e di integrazione, che è stata e che può tornare a essere un esempio per tante realtà italiane, è stata di fatto smantellata.

Tuttavia è accaduto che molte realtà e associazioni, in giro per l’Italia, non si sono arrese a questa situazione e stanno provando a fare ripartire l’esperienza che è antitetica alle scelte che la politica italiana sta facendo.

Così è stato messo a punto il progetto di far nascere una Fondazione di Partecipazione che avrà nome “È stato il vento” (una frase che Mimmo Lucano spesso usa, per ricordare che è stato il vento a portare, anni fa, la cinquantina di curdi sulle spiagge di Riace e da lì è nato tutto), che ha appunto l’obiettivo di riprendere i progetti di Riace. E siccome per mettere in piedi la Fondazione ci vogliono 100mila euro abbiamo deciso di costituire un Comitato promotore che si occupi degli aspetti procedurali e della raccolta fondi. Lo si è fatto il 12 gennaio a Caulonia nella biblioteca comunale strapiena di gente.

Mimmo Lucano, provato ma intenzionato a non mollare, era lì con noi. Gli abbiamo detto che il vento tornerà a soffiare su Riace. Tra l’altro, proprio quel giorno un gruppo di curdi è arrivato sulla spiaggia di Crotone e la gente si è buttata in acqua per aiutare quelle persone…

Intanto il Comitato promotore ha un presidente onorario, Giuseppe Lavorato ex sindaco di Rosarno; una presidente, Chiara Sasso coordinatrice della Rete comuni solidali; tre garanti: Livio Pepino ex magistrato, Emilio Sirianni giudice, ed io; tra i consiglieri, Gianfranco Schiavone dell’associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi); Felicetta Parisi pediatra impegnata come volontaria nel rione Sanità a Napoli; Barbara Vecchio della rete di cooperative agricole Longo Mai.

Ora si tratta di raccogliere questi 100mila euro e di partire al più presto con la Fondazione. Abbiamo tanta speranza che l’esperienza di Riace vada avanti perché è valida e perché potrebbe essere imitata da tanti paesini italiani che stanno morendo per mancanza di abitanti.

Procura di Locri
Poco prima di Natale 2018, il pubblico ministero Michele Permunian ha chiuso l’inchiesta sul comune di Riace e si va dunque a processo.
A Mimmo Lucano – diversamente dalle conclusioni cui era arrivato il giudice per le indagini preliminari, che aveva definito le accuse «vaghe e generiche» – viene contestato di essere promotore di un’associazione a delinquere allo scopo di commettere, dice la notifica «un numero indeterminato di delitti (contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio), così orientando l’esercizio della funzione pubblica del ministero dell’Interno e della prefettura di Reggio Calabria, preposti alla gestione dell’accoglienza dei rifugiati nell’ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito del comune di Riace».
Nel 2016, Mimmo Lucano era stato indicato dalla rivista americana Fortune come uno dei 50 uomini più influenti al mondo per essere riuscito a trasformare il suo piccolo comune della Locride in un modello di accoglienza per i migranti.

 

“È stato il vento”
Per chi vuol contribuire a far nascere la Fondazione “È stato il vento”, ecco l’iban che del Comitato promotore presso Banca Etica: IT48P0501801000000016787921.