Consolidare vecchi rapporti, penetrare nuovi mercati
Il vice presidente cinese Xi Jinping si è recato in Africa australe visitando tre paesi in 7 giorni: Sudafrica, Angola e Botswana. Jinping ha consolidato vecchi rapporti firmando una serie di accordi economici, ma ha anche stretto nuovi legami. È il caso del Botswana, finora al di fuori dell’area di intervento cinese.

Xi Jinping, vice presidente cinese, ritenuto dai più come il successore di Hu Jintao, è atterrato il 16 novembre scorso a Città del Capo, in Sudafrica, per rinsaldare i rapporti con questa area del continente africano. La visita nella prima economia africana, con cui la Cina intrattiene da anni fruttuosi rapporti commerciali (gli scambi hanno raggiunto i 16 miliardi di dollari l’anno scorso), è durata tre giorni. Sono quattro gli accordi siglati nel campo della cooperazione economica e tecnica e nel settore dell’energia, in un Sudafrica affamato di elettricità.
Non sono mancati, poi, gli accordi nei settori che tradizionalmente interessano Pechino, tra cui il commercio, le miniere e le infrastrutture, funzionali alle prime due.

Venerdì 19 novembre Jinping è poi volato in Angola: paese, che, nel corso degli anni, è diventato il più importante partner commerciale della Cina nel continente africano. Ssecondo fonti ufficiali cinesi, gli scambi commerciali tra i due paesi sfioreranno, infatti, i 20 miliardi di dollari già da quest’anno. In due giorni di visita, la delegazione cinese si è prodigata nella firma di ben 19 accordi di cooperazione economica. Tuttavia sono pochi i dettagli trapelati riguardo le intese. Una di queste, prevede un partenariato tra la compagnia petrolifera di stato angolana, Sonangol, e la Norinco, importante impresa cinese impegnata nel settore degli armamenti e del petrolio.

La spedizione africana del vice presidente cinese si è conclusa lo scorso 22 novembre, in Botswana. Da Gaborone, dove è arrivato il 20 novembre, il possibile successore di Hu Jintao ha sottolineato come il Botswana, primo produttore mondiale di diamanti, sia un “partner essenziale” per la Cina nel continente africano, dove tuttavia la presenza asiatica rimane ancora ridotta. Al termine del suo viaggio la delegazione cinese ha firmato tre accordi economici con il governo di Gaborone, erogando al paese una sovvenzione di 6 milioni di dollari per progetti di sviluppo.

Mentre appare chiaro che la visita in Sudafrica e in Angola rientri nel quadro del consolidamento dei rapporti bilaterali tra la Cina e questi ultimi due paesi africani, altrettanto non sembra per quanto riguarda il Botswana. Risulta difficile cogliere le vere ragioni strategiche della presenza di Pechino nel paese. Si tratta, infatti, della prima visita ufficiale di un responsabile di alto livello dell’esecutivo cinese.

Il Botswana è il primo produttore di diamanti al mondo. Un minerale ampiamente utilizzato nell’industria: per la sua durezza, è infatti indispensabile per il taglio di qualsiasi materiale. Inoltre, le previsioni di mercato, rese note negli ultimi giorni dalla multinazionale leader del settore, De Beers, rivelano che, nei prossimi anni, la domanda di diamanti aumenterà ogni anno del 20% in Cina ed in India.
Secondo la De Beers, la crescita economica e del reddito disponibile in questi ultimi due paesi, avrebbero determinato anche un aumento della domanda di beni di lusso, tra cui diamanti.