“Per costruire anche nel nostro paese un’alleanza sociale e politica che metta al centro l’impegno per l’abbandono dei combustibili fossili e per riportare l’Italia al tavolo della cooperazione internazionale e della pace”.
Un primo passo in questa direzione sarà fatto il 20 aprile presso la sala ISMA del Senato della Repubblica, in Piazza Capranica 72, a Roma (alle ore 11:00), dalle rappresentanti e dai rappresentanti delle forze politiche e delle realtà sociali che hanno sottoscritto la campagna per un Trattato sulla non proliferazione dei combustibili fossili.
Gli stessi che parteciperanno, dal 24 al 29 aprile a Santa Marta, in Colombia, alla prima conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili (Transitioning away from fossil fuels).
Una conferenza, si legge in una nota diffusa nei giorni scorsi, convocata dal governo colombiano e da quello olandese, per “colmare le lacune nell’attuazione, nella governance globale e nella cooperazione internazionale per una transizione verso l’abbandono dei combustibili fossili”, l’unica strada possibile “per evitare la catastrofe climatica con tutte le conseguenze che avrebbe per la nostra specie”.
Negli ultimi sei anni, una coalizione globale di stati nazionali, governi subnazionali, istituzioni locali, premi Nobel, intellettuali, movimenti popolari, comunità indigene, organizzazioni della società civile – tra cui Gea e la Rete dei Numeri Pari dall’Italia -, hanno dato vita a una campagna per arrivare alla stesura di un Trattato sulla non proliferazione dei combustibili fossili.
“L’iniziativa – si legge ancora – punta a promuovere una riconversione equa a livello globale verso energie pulite e rinnovabili a basse emissioni di carbonio.
A Santa Marta saranno presenti decine di governi, rappresentanti delle forze politiche, della scienza, dell’accademia, dei movimenti e della società civile con obiettivo di arrivare ad un accordo che metta fine all’era dei fossili, in modo da permettere all’umanità di contrastare la minaccia che arriva dalla febbre del pianeta.
Impedire la proliferazione di carbone, petrolio e gas bloccando i nuovi giacimenti è l’unica strada per portare avanti gli obiettivi climatici stabiliti con l’accordo di Parigi alla Cop21. Obiettivi traditi alla Cop30, dominata dagli interessi della guerra e del profitto e chiusa senza nessun impegno concreto.
L’abbandono dei fossili, può avvenire solo attraverso un processo di regolamentazione che possa limitare l’estrazione, con impegni e tempistiche precise, rimuovendo i sussidi alle fonti inquinanti, smantellando le infrastrutture non necessarie, difendendo i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità colpite, investendo sulle alternative e sulle energie rinnovabili.
L’incontro mondiale di Santa Marta rimette al centro la cooperazione internazionale in un momento storico drammatico in cui multilateralismo e diritto internazionale rischiano di essere seppelliti dalle bombe e dalle guerre di una oligarchia che non vuole rispettare nessuna regola e nessun limite.
I governi Trump e Netanyahu stanno esponendo l’umanità a una guerra globale permanente, facendo pagare a famiglie, giovani, lavoratrici e lavoratori una recessione economica causata dall’aumento dei combustibili.
Con il Trattato per l’abbandono dei fossili si vuole invece rilanciare un’azione internazionale che mette insieme le questioni del lavoro, della salute e della pace per migliorare le condizioni di vita di tutta l’umanità”.
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