Parte la controffensiva contro gli islamisti
La Francia è intervenuta per fermare l’avanzata verso sud dei ribelli islamisti in Mali: lo ha annunciato oggi il presidente francese François Hollande.

“Ho deciso che la Francia risponderà alle richieste di aiuto del governo di Bamako. Abbiamo dato il nostro supporto all’esercito del Mali nella sua offensiva “. Lo ha dichiarato il presidente francese François Hollande nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Parigi, dopo giorni di trattative frenetiche con il governo del paese africano e una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu che si è tenuta ieri.

Le dichiarazioni di Hollande seguono l’appello lanciato ieri dal presidente ad interim, Dioncounda Traoré, e l’occupazione da parte dei miliziani islamisti della città di Konna, nel centro del paese. Nelle ultime 72 ore i miliziani islamisti sono avanzati verso sud generando il panico tra le popolazioni residenti nelle vicine località di Mopti e Sevare, sede, rispettivamente, di una base militare e di un aeroporto.

Parigi ha inoltre precisato che risponderà alle richieste di aiuto militare del Mali nell’ambito delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Risoluzioni che, secondo fonti diplomatiche francesi,  potrebbero essere interpretate proprio in favore di un intervento militare francese.

Testimoni, intanto, hanno riferito già della presenza di soldati francesi, giunti ieri all’aeroporto di Sevare, 60 km a sud di Konna, insieme a mezzi e rinforzi.

Elicotteri francesi hanno preso parte ad una pesante controffensiva lanciata oggi da Bamako. “Gli elicotteri hanno bombardato posizioni ribelli. L’operazione continua” ha dichiarato una fonte dell’esercito.

L’appello di Traoré sembra rivelare un accordo raggiunto tra Parigi e i vertici militari del Mali, inizialmente contrari ad un intervento militare straniero nell’area.

Nella notte tra il 10 e l’11 dicembre scorso, un golpe ha costretto infatti  l’ex premier Modibo Diarra, favorevole ad un intervento armato della comunità internazionale, ad annunciare le proprie dimissioni in televisione.

A guidare l’azione è stato il capitano Amadou Haya Sanogo, autore del colpo di stato che il 22 marzo aveva destituito il presidente Amadou Toumani Touré. I golpisti chiedevano un coinvolgimento diretto dell’esercito, ritenuto tuttavia inadeguato sia sul piano della formazione e organizzazione, che su quello dell’equipaggiamento.

Il 20 dicembre il Consiglio di sicurezza dell’Onu aveva approvato una risoluzione che autorizzava l’invio di 3300 militari africani, con l’assistenza di alcuni paesi europei. Per motivi logistici, tuttavia, la missione non sarebbe stata operativa prima di settembre.