Cittadini e mercati
In vista del voto al parlamento europeo del 10 giugno, la Campagna Stop Ttip invita la società civile a mobilitarsi contro il Trattato di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip) e di scrivere agli eurodeputati.

Mettere i bastoni tra le ruote del Ttip, il negoziato in corso tra Stati Uniti e Unione europea per arrivare a nuove regole sul libero scambio e approdare al Trattato di partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Ttip).

È l’obiettivo della Campagna Stop Ttip Italia che, in vista del 10 giugno – giorno in cui il parlamento europeo è chiamato a dare un parere sull’andamento dei negoziati – chiede ai parlamentari europei di dire “no” alla Risoluzione Lange, approvata dalla Commissione europea, e quindi “no” al Ttip perché, secondo la Campagna, è a vantaggio esclusivo dei grandi gruppi di interesse economico e minaccia «di disarticolare ogni principio democratico, di abbattere gli standard sociali e ambientali, di peggiorare la qualità del cibo e del lavoro, di consentire la nascita di organismi tecnici di regolamentazione senza alcun controllo da parte di quelli democraticamente eletti, di privatizzare i servizi».

E per mettere pressione ai deputati europei la Campagna Stop Ttip Italia (che nasce ne febbraio 2014 e vede la partecipazione di 250 associazione tra cui Sbilanciamoci, Attac Italia, Forum italiano dei movimenti per l’acqua, Centro nuovo modello di sviluppo) ha lanciato l’iniziativa “Caro onorevole ti scrivo” e una serie di mobilitazioni il 5-6-7 giugno sul terreno e sui social network.

Spiega Monica di Sisto, tra i portavoce della Campagna: «La società civile di entrambe le sponde dell’Atlantico è mobilitata a tutela dei diritti di tutti per far presenti le critiche e le argomentazioni che, nonostante il tentativo di delegittimazione da parte del governo italiano e della Commissione europea, stanno trovando comunque spazio nella discussione al Parlamento Europeo come abbiamo dimostrato in un’analisi puntuale sulla Risoluzione Lange. La tutela dell’agricoltura di qualità italiana e delle economie locali non è un “mito”, ma è parte integrante di un’uscita sostenibile dalla crisi».

«Le recenti rivelazioni di Wikileaks, sottolinea Marco Bersani, tra i promotori della Campagna, mettono in evidenza il tentativo di negoziare questi trattati lontano da occhi indiscreti. La presunta trasparenza del Ttip, ad esempio, ancora largamente insufficiente, è stata ottenuta solo grazie alle forti pressioni della società civile e di alcuni europarlamentari, tenuti lontano dalle stanze che contano: il Ttip è anche una questione di democrazia».