Tunisia / Migranti

Le forze di sicurezza tunisine hanno arrestato venerdì scorso quello che considerano «il principale organizzatore dell’operazione di immigrazione clandestina a Kerkenna», piccolo arcipelago prospicente Sfax, nel centro del paese, secondo quanto annunciato dal ministero dell’Interno.

L’arresto è avvenuto dopo il rovesciamento, il 2 giugno, di un’imbarcazione carica di persone al largo dell’arcipelago, da dove era partita. Almeno 112 persone sono annegate e altre 68 sono state salvate dalla guardia costiera.

Il ministero della Difesa ha detto che l’uomo è stato arrestato insieme a un militare, descritto come suo socio in affari, che stava cercando di portarlo fuori da Kerkenna nella sua auto. Le autorità non hanno reso nota l’identità dei due. 

Il primo ministro Youssef Chahed questo mese ha licenziato il ministro dell’Interno, Lotfi Brahem, e 10 funzionari della sicurezza per non aver fermato la barca in partenza. Le forze di sicurezza hanno da allora attuato un giro di vite nei confronti del traffico di esseri umani in diverse parti del paese.

I trafficanti di uomini usano sempre più la Tunisia come base di partenza per l’attraversamento del Mediterraneo, dopo che la guardia costiera libica ha stretto i controlli.

La Tunisia ha fermato circa 6.000 migranti pronti all’imbarco nei primi cinque mesi dell’anno, un netto aumento rispetto alle poche centinaia registrate nello stesso periodo dell’anno scorso, ha detto all’agenzia Reuters un funzionario del ministero dell’Interno. (Reuters)