Tunisia

Il ministro dell’interno tunisino Najem Gharsalli ha annunciato che un gruppo di persone è stato arrestato in relazione all’attentato di Sousse, nel golfo di Hammamet, in cui sono morti 38 turisti. “Abbiamo cominciato ad arrestare un primo gruppo, un numero importante di persone, della rete che era dietro questo terrorista criminale”, ha dichiarato Gharsalli a proposito dei presunti complici di Seifeddine Rezgui, lo studente universitario tunisino sospettato della strage del 26 giugno.

Il ministro tunisino ha parlato al fianco della ministra dell’interno britannica Theresa May e dei colleghi francese e tedesco, che oggi hanno tutti raggiunto l’hotel Imperial Marhaba di Port el Kantaoui dov’è avvenuta la sparatoria. 

Intanto il ministero tunisino della Salute ha annunciato che sono state identificate 20 delle 38 vittime. Tra le 20 vittime identificate ci sono 16 cittadini britannici, un belga, un tedesco, un irlandese e un portoghese. Il ministero precisa inoltre che 30 dei 39 feriti sono stati dimessi dagli ospedali dove erano stati trasferiti dopo l’attacco. Tra i feriti ci sono sette tunisini.

Come prima risposta agli attacchi mille uomini armati saranno dispiegati a partire dal primo luglio in Tunisia per garantire l’incolumità dei turisti. Lo ha promesso il ministero del Turismo di Tunisi. La stessa polizia turistica verrà dotata, per prima volta, di armi. Gli uomini entreranno in azione sulle spiagge, nei siti archeologici e nei luoghi turistici ma anche ”dentro e fuori gli hotel”, si legge in un comunicato del ministero del Turismo.

Il tentativo è quello di cercare di continuare ad attrarre visitatori stranieri in Tunisia nonostante l’attentato di venerdì scorso e quello del 18 marzo, quando un commando era entrato in azione nel Museo nazionale del Bardo a Tunisi uccidendo 21 stranieri, tra cui quattro cittadini italiani, e una guardia della sicurezza tunisina.

L’autore della strage, il 23enne Seifeddine Rezgui, è stato ucciso dalle forze di sicurezza tunisine durante l’attacco. Originario di Gaafour, nella regione settentrionale di Siliana, studiava all’Università di Kairouan. Secondo le autorità, frequentava una moschea non autorizzata dal governo di Tunisi. Gli inquirenti starebbero verificando se l’autore della strage abbia frequentato per circa tre mesi un campo di addestramento jihadista in Libia, dove si sarebbe procurato il kalashnikov usato per la strage. (AdnKronos)