Tunisia

Il magnate tunisino e candidato alla presidenza Nabil Karoui resta in corsa per le elezioni presidenziali del 15 settembre, nonostante il suo arresto, venerdì scorso.

A precisarlo è stato ieri il capo della commissione elettorale Nabil Baffoun. «Finché non ci sono cambiamenti nel suo status legale e nessun verdetto finale (della magistratura), Nabil Karoui rimane un candidato presidenziale», ha precisato.

La polizia ha arrestato Karoui il 23 agosto in esecuzione di un ordine di detenzione emesso da un tribunale per presunto riciclaggio di denaro ed evasione fiscale.

Il suo partito, Qalb Tounes, denuncia un tentativo di escludere Karoui dalla corsa elettorale. Un funzionario del governo ha respinto tale accusa e affermando che si tratta di una questione giudiziaria che nulla ha a che fare con il governo.

Karoui, 56 anni, proprietario del canale televisivo Nesma, è uno dei leader nella contestazione delle elezioni del 15 settembre a seguito della morte, il mese scorso, del novantaduenne presidente Beji Caid Essebsi, il primo capo di stato eletto democraticamente in Tunisia dopo la rivolta popolare del 2011.

Tra i 26 candidati, il principale rivale di Karoui è il primo ministro Youssef Chahed. Altri candidati includono l’ex presidente Moncef Marzouki e Abdel Fattah Mourou, vice presidente del partito islamista moderato Ennahda.

Nel 2017 Karoui ha fondato la Khalil Tounes Foundation, organizzazione per combattere la povertà, tema principale della sua campagna.

A giugno, il parlamento ha approvato un emendamento alla legge elettorale che avrebbe vietato a Karoui di candidarsi alla presidenza. Il progetto vieta la candidatura di personalità che beneficiano di “associazioni di beneficenza” o finanziamenti stranieri durante l’anno precedente alle elezioni. La legge non era stata però ratificata da Essebsi prima della sua morte, permettendo a Karoui di correre. (Al Jazeera)