Via dal regime
Dalla messa al bando della tortura alla riforma del sistema giudiziario. Dall’abolizione della pena di morte alla libertà d’informazione. Promemoria dell’organizzazione umanitaria ai candidati all’assemblea costituente, chiamati a redigere la nuova costituzione.

Il prossimo 23 ottobre i tunisini sono chiamati alle urne per eleggere l’assemblea costituente che avrà il compito di elaborare la nuova costituzione per il paese nordafricano. La Costituente avrà 218 seggi, di cui 19 riservati a tunisini che vivono all’estero. Quella che si volgerà tra poco meno di un mese è la prima elezione dopo la sollevazione popolare che ha fatto cadere il regime di Ben Ali al potere da 23 anni.

In vista di questo voto, Amnesty International ha presentato a tutti i candidati un manifesto in 10 punti per le riforme nel campo dei diritti umani, invitando a sottoscriverlo come prova della serietà del loro impegno. «Nove mesi dopo le dimissioni di Ben Ali, molti tunisini hanno scarsa fiducia nella possibilità che le autorità diano loro giustizia, dignità e istituzioni credibili» – sostiene Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. Che aggiunge: «Le prossime elezioni sono un’opportunità per i partiti politici di rispettare le promesse fatte e di passare dalla retorica all’azione concreta in favore dei diritti umani e dello stato di diritto. Solo in questo modo potrà interrompersi il ciclo di violazioni dei diritti umani che alimentò le proteste di dicembre e gennaio».

Ecco i 10 impegni proposti.

1. Porre sotto controllo le forze di sicurezza.
Occorre un riesame completo di tutte le forze di polizia e di altri organismi incaricati del rispetto della legge. La loro struttura e la loro catena di comando dovranno essere rese pubbliche e dovrà essere istituito un organismo di monitoraggio che esamini in modo indipendente e imparziale le denunce di abusi.

2. Combattere la tortura e gli altri maltrattamenti.
Tutti i pubblici ufficiali che si occupano di arresti, detenzioni e interrogatori dovranno sapere che la tortura e gli altri maltrattamenti non saranno tollerati. Tutti i luoghi di detenzione dovranno essere sottoposti a ispezioni regolari, indipendenti, senza preavviso e senza restrizioni.

3. Chiedere la fine della detenzione incommunicado.
Le persone detenute dovranno avere accesso regolarmente e senza ritardo, sia per legge che nella pratica, al mondo esterno. Tale accesso dovrà riguardare familiari, avvocati di propria scelta e visite mediche indipendenti.

4. Rispettare i diritti alla libertà di riunione, associazione ed espressione.
Le leggi che criminalizzano il pacifico esercizio di questi diritti (tra cui le disposizioni della Legge sulle riunioni pubbliche del 1969, la Legge sulle associazioni del 1959, il Codice penale, il Codice della stampa e la Legge antiterrorismo del 2003) dovranno essere abrogate o emendate in modo tale da essere conformi agli standard e alle norme del diritto internazionale.

5. Riformare il sistema giudiziario.
L’indipendenza del sistema giudiziario dovrà essere rispettata nella legge e nella pratica. Chiunque sia accusato di un reato dovrà ricevere un processo equo da parte di un tribunale competente, indipendente e imparziale istituito dalla legge, in cui i diritti della difesa dovranno essere pienamente tutelati. Imputati civili non potranno essere processati dai tribunali militari.

6. Indagare sulle violazioni del passato.
Dovrà essere aperta un’inchiesta indipendente, approfondita e imparziale sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la presidenza di Ben Ali. L’inchiesta dovrà fare raccomandazioni per prevenire future violazioni e dovrà fornire verità, giustizia e riparazione alle vittime.

7. Realizzare i diritti economici, sociali e culturali per tutti.
Non dovrà esservi alcuna discriminazione nell’accesso ai servizi pubblici essenziali, come l’acqua, i servizi igienici e le cure mediche. I diritti dei lavoratori e le libertà sindacali dovranno essere rispettati.

8. Porre fine alla discriminazione.
Le disposizioni di legge che discriminano per motivi di razza, colore, religione, etnia, nascita, sesso, orientamento sessuale, identità di genere, opinione politica o di altra natura, origine sociale o nazionale, proprietà o altro status, dovranno essere abrogate o emendate in modo tale da essere conformi agli standard e alle norme del diritto internazionale.

9. Porre fine alla violenza contro le donne.
Dovrà essere adottata una legge sulla violenza le donne, compresa la violenza domestica e lo stupro coniugale. Dovranno essere aboliti gli articoli 218, 227bis e 239 del Codice penale, che prevedono la fine del procedimento o l’annullamento della pena nel caso in cui la sposa aggredita dal marito ritiri la denuncia o quando l’aggressore sposi la vittima dopo averla stuprata o rapita.

10. Abolire la pena di morte.
Dovrà essere mantenuta la moratoria sulle esecuzioni in attesa dell’abolizione della pena di morte.