Politica e Società Tunisia
Ha già azzerato governo e parlamento
Tunisia, il presidente scioglie il Csm
Continua la battaglia di Saied contro gli organi costituzionali del paese. Accusa il Consiglio superiore della magistratura di essere corrotto. Ma i giudici promettono battaglia
07 Febbraio 2022
Articolo di Redazione
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Il presidente tunisino, Kais Saied

Il presidente tunisino Kais Saied, che ha assunto i pieni poteri a fine luglio, ha deciso di sciogliere il Consiglio superiore della magistratura, organo indipendente preposto alla nomina dei giudici, accusandolo di essere parziale e al servizio di determinati interessi.

«Il Csm è un ricordo del passato» ha detto il presidente in un video diffuso domenica. Accusa l’organo costituzionale indipendente di corruzione e di aver rallentato le procedure, comprese le indagini sugli assassini di attivisti di sinistra nel 2013. Per Saied «il posto dei giudici è sul banco degli imputati, non su quello degli accusatori».

Pronta la replica del presidente del Csm Youssef Bouzakher, che in un’intervista all’emittente Mosaique Fm ha ribadito che il Consiglio «proseguirà le sue attività, in attesa dello svolgimento della sessione plenaria».

Saied ha concentrato tutti i poteri dal 25 luglio, quando ha destituito il suo primo ministro e ha congelato il parlamento. Una decisione descritta come un colpo di stato da parte di Ennahdha (principale partito presente in parlamento) e da altri oppositori.

Da allora ha nominato un nuovo governo, ma prende le sue decisioni per decreto. A metà dicembre, ha annunciato un referendum per quest’estate per riformare la Costituzione e le elezioni legislative a dicembre.

Il “movimento 25 luglio”, che riunisce i suoi sostenitori, sabato aveva invitato Saied a sciogliere il Csm per «epurare» la magistratura dai «magistrati corrotti». Il presidente ha assicurato che stava lavorando su un decreto provvisorio per riorganizzare il Csm. Già qualche settimana fa aveva ritirato un certo numero di vantaggi ai membri del Consiglio.

«Purtroppo in questo paese, alcuni giudici dei tribunali hanno manipolato il caso di Chokri Belaid», ha detto il presidente, a proposito del leader di sinistra ucciso da tre proiettili fuori dalla sua casa il 6 febbraio 2013. «Questo non è il primo processo in cui si cerca di nascondere la verità da anni», ha aggiunto Saied. «In questo consiglio si vendono incarichi in base alle affiliazioni. Non potete immaginare i soldi che certi giudici hanno potuto ricevere, miliardi e miliardi».

Ma il capo del Consiglio giudiziario supremo ha definito la mossa illegale, che non c’è un quadro legale per scioglierlo per cui si continuerà a lavorare.

I membri del Csm hanno giurato di continuare a mantenere i loro posti nell’organo indipendente, istituito nel 2016 per garantire l’indipendenza della magistratura.

«I giudici non resteranno in silenzio», ha avvertito Youssef Bouzakher.

 

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