Tunisia / Energia

Il governo tunisino ha recentemente approvato una serie di progetti per la produzione di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili, per un ammontare di 2,5 miliardi di dinari (circa 860 milioni di dollari). Verranno costruite stazioni di produzione di energia solare con una capacità di 500 megawatt nei governatorati di Tataouine, Tozeur, Gafsa, Sidi Bouzid e Kairouan; altre a produzione di energia eolica, a capacità 300 megawatt, vedranno la luce nelle regioni di Nabeul e Kébili.

I progetti della Tunisia sono in linea con quelli già avviati da altre realtà del Maghreb, come in Marocco, e riprendono lo stesso obbiettivo politico lanciato dal governo tunisino negli ultimi anni: coprire il 12% del fabbisogno energetico della nazione con fonti rinnovabili entro il 2020, arrivando al 30% entro il 2030.

Con 3.000/3.500 ore di sole all’anno, il fotovoltaico rimane uno dei sistemi più promettenti per il paese nordafricano, come dichiarato anche dal ministro dell’Energia, delle Miniere e delle Rinnovabili, Khaled Gaddour, «l’energia rinnovabile è un settore strategico proprio perché il potenziale di idrocarburi del paese è molto basso».

Per la Tunisia non si tratta solo di una scelta ecologica, ma anche una necessità. Il paese ha infatti risorse del sottosuolo molto limitate. Produce 45mila barili di petrolio al giorno che coprono solo il 40% del suo fabbisogno quotidiano ed è così costretta a importare da paesi terzi grandi quantità di greggio e gas. (Anadolu / La Tribune Afrique)