Tunisia

La magistratura tunisina ha condannato 7 persone all’ergastolo sabato, per il loro coinvolgimento in due attacchi terroristici compiuti nel 2015, al museo del Bardo a Tunisi e in un hotel nella località balneare di Sousse che hanno causato la morte di 59 persone. Altri 17 imputati hanno ricevuto pene detentive da 16 anni a 6 mesi. In totale sono stati processati 51 sospetti terroristi, 27 dei quali sono stati assolti.

L’assalto al museo nazionale del Bardo ha provocato la morte di 21 persone, e 38 – tra cui 4 italiani – sono state uccise sulla spiaggia dell’Imperial Hotel di Sousse, a circa 150 chilometri a sud della capitale. Entrambi gli attacchi sono stati rivendicati dal sedicente Stato islamico.

I due massacri, avvenuti a distanza di tre mesi l’uno dall’altro, hanno devastato l’economia della Tunisia e in particolare il settore del turismo, importante fonte di valuta estera che rappresenta circa l’8% del prodotto interno lordo. Gli stranieri sono poi gradualmente tornati e nel 2018 il paese ha raggiunto il record di 8,3 milioni di visitatori, provenienti da Algeria, Russia e da altre parti d’Europa.

Sempre nel 2015 ci fu un terzo attentato terroristico il 25 novembre, quando fu attaccato un autobus della guardia presidenziale a Tunisi provocando 12 morti.

Gli attacchi ai quali è seguita l’imposizione dello stato d’emergenza, hanno anche frenato le riforme politiche di transizione democratica, avviate dopo la rivolta della “primavera araba” del 2011.

L’ultima azione è stata compiuta il 29 ottobre scorso nel cuore di Tunisi quando una donna si è fatta esplodere ferendo 20 persone

La Tunisia riman.e uno dei paesi più laici nel mondo arabo, ma le autorità stimano che circa 3.000 dei suoi cittadini si siano uniti allo Stato islamico e ad altri gruppi jihadisti in Iraq, Siria e Libia. (Voice of America)