Tunisia

La presidenza della repubblica tunisina ha annunciato la proroga di un mese dello stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, a partire dal 22 febbraio.

Lo stato di emergenza in tutto il paese venne proclamato dal presidente Beji Caid Essebsi in seguito all’attentato terroristico al bus delle guardie presidenziali nel centro della capitale nordafricana il 24 novembre 2015.

La decisione è stata presa dal presidente dopo essersi consultato con il premier Habib Essid ed il presidente del parlamento Mohamed Ennaceur sullo stato della sicurezza nazionale e la situazione alle frontiere con i paesi vicini.

Lo stato di emergenza consente in alle autorità tunisine di vietare manifestazioni che possono provocare disordine,  chiudere provvisoriamente i teatri e pub, nonché adottare tutte le misure per garantire il controllo della stampa e delle pubblicazioni di ogni genere. (Ansa)

Paese in cui per prima di accese la scintilla delle considdette primavere arabe, la Tunisia si è imbarcata in una fase di transizione politica di successo ma che ha però dovuto far fronte ad attentati che ne hanno messo in ginocchio una parte dell’economia, in particolare quella legata al turismo e all’ospitalità. E’ inoltre uno dei paesi che ha fornito più combattenti (si stima circa 6000) a formazioni jihadiste come l’Isis attive in Siria, Iraq e Libia.

Per far fronte ai rischi rappresentanti da questa situazione, il governo ha anche deciso misure l’obbligo di residenza per quei tunisini che dopo aver combattuto all’estero stanno tornando in patria.