Il turismo non vuole farvi vedere che esistono due Napoli - Nigrizia
Alex Zanotelli Economia Italia Politica e Società
Fermoposta Alex / Gennaio 2026
Il turismo non vuole farvi vedere che esistono due Napoli
La città ricca detiene il potere politico ed economico e guadagna dall’impressionante afflusso di visitatori. Quella dei poveri perde case e spazi, e nella crisi generale è la camorra a prosperare
13 Gennaio 2026
Articolo di Alex Zanotelli
Tempo di lettura 4 minuti

Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di gennaio 2026.

Caro Alex, si parla spesso di Napoli, la città del turismo, del buon cibo, da qualche anno pure dello scudetto. Ma tu che vivi da anni a Rione Sanità, cosa ci racconti di questo luogo così bello e complesso? Cosa sta succedendo a Napoli, fuori dai radar di tg e social media? (Rossella Pace)


La famosa parola overtourism – il turismo “eccessivo” – è adatta per descrivere cosa sta succedendo a Napoli. Un fenomeno che non è esclusivo del capoluogo campano ma che in città sta creando effettivamente tanti problemi. Le attrazioni del resto sono molte, ma a farla da padrone è il cibo: Napoli è ormai la mangiatoia d’Italia, e questa situazione ha delle conseguenze.

La premessa è che io leggo la realtà della città dal punto in cui mi colloco: Rione Sanità, una delle periferie “interne” del grande capoluogo partenopeo. Partire dalle periferie è utile per capire che ci sono due città, dentro Napoli. C’è la Napoli “bene”, come la si suole definire, e la Napoli “malamente”. La prima è fatta delle zone benestanti, da Chiaia a Posillipo, e ha in mano il potere politico ed economico.

Dall’altra parte c’è una vasta zona che è la Napoli “malamente”: le grandi periferie esterne che vanno da Scampia fino a Ponticelli, e poi appunto le periferie interne, le zone della marginalità che si trovano nel centro storico, Rione Sanità dove mi trovo io e i Quartieri spagnoli, a esempio. Le due città che ho appena descritto non vogliono incontrarsi. Quando questo lo dico qui a Napoli, in molti arricciano il naso, ma le cose stanno proprio così. C’è una netta spaccatura fra questi due mondi.

Per fare un esempio: si può andare al Vomero, nella centrale Piazza Vanvitelli, e si vedrà ogni gradazione del controllo statale: polizia, carabinieri sono lì a sincerarsi che tutto vada bene. Qui a Rione Sanità da anni chiediamo la presenza anche di un solo agente della municipale per dare un segnale alle persone, e non ci concedono neanche quello.

La responsabilità è di chi ha il potere politico ed economico, bisogna dirlo chiaramente. È inutile lamentarsi di quello che succede in periferia se non si è disposti a fare qualcosa.

La mia impressione è che il turismo sia un bel tappeto sotto cui mettere la polvere. Tanti dei visitatori che vengono qui non si accorgono di quello che succede. Io pungolo i gruppi che ci vengono a trovare: “guardatevi attorno”, gli dico, le Napoli sono due. E una paga il prezzo dell’espansione dell’altra. Un segno evidente è la crisi abitativa.

Mancano le case: in tanti vengono a chiederci se ci sono sistemazioni disponibili in affitto, ma è difficile trovarle. Al loro posto, b&b ovunque: sono diventati una maledizione per i più poveri. Nei quartieri della periferia mancano poi servizi essenziali come gli asili, eppure a Rione Sanità c’è il più alto tasso di maternità di Napoli. E non ci sono nemmeno i parchi: uno, per l’esattezza; per un quartiere in cui abitano 70 mila persone. I giovani non hanno dove andare, divertirsi, se non la strada.

E poi c’è un altro fattore chiave: la camorra. Dove ci sono soldi, questa ci guadagna. Il turismo è diventato un altro dei settori che permettono alla criminalità di avere lauti compensi. E così la camorra si rafforza e amplia anche il suo mercato della droga, che viene spacciata dai ragazzini delle periferie, che devono anche sorvegliare il territorio, con le armi.

Negli ultimi due anni sono stati uccisi due giovani a Rione Sanità, in due episodi collegati: Emanuele Tufano, ammazzato nell’ottobre 2024 nell’agguato di un gruppo rivale, ed Emanuele Durante, assassinato nel marzo 2025 con l’accusa di essere una spia.Cose quotidiane per noi, e impensabili per l’”altra Napoli”.

Il turismo in definitiva, copre, quando non aggrava, i problemi della città, oltre a fornire un simulacro – la Napoli bene – che spinge tutti a ignorare il resto. Ecco perché stare nelle periferie è importante invece: ci permette di vederla tutta, questa Napoli.

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