L’attentato di Kampala guida l’agenda
È partito, ieri, a Kampala, in Uganda, il vertice ordinario dell’Unione Africana. Dopo le bombe dell’11 luglio passano in secondo piano gli argomenti in agenda. Al centro: la sicurezza e l’aumento di truppe in Somalia.

In una Kampala blindatissima, si è aperto, ieri, il XV vertice ordinario dei capi di stato e di governo dell’Unione Africana (Ua). Vertice che avrebbe dovuto discutere, principalmente, fino a domani, di due temi: la salute delle madri e dei minori e lo sviluppo sostenibile del continente. I fatti recenti hanno tuttavia deviato il nucleo del dibattito. Il tema della sicurezza è balzato prepotentemente in cima alla discussione.

Dopo gli Al Shabaab, il padrone di casa, il presidente ugandese Yoweri Museveni, ha chiesto che «questi gruppi legati ad Al Qaeda siano spazzati via dall’Africa». Per fare ciò, secondo Museveni, è necessario l’invio di più soldati in Somalia.

Oggi, la missione Ua a Mogadiscio (Amisom) conta 6300 uomini, per lo più soldati ugandesi e burundesi. La proposta emersa finora, prevede un aumento del contingente dell’Amisom di 2 mila uomini, forniti dai paesi membri dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) e dalla Guinea, che ha già promesso l’invio di un battaglione.

Il documento presentato chiede inoltre la modifica delle regole di ingaggio e l’invio di due elicotteri. Il Sudafrica è stato, invece, invitato ad approntare una forza navale in grado di fermare il flusso di armi e munizioni che giungono ad Al Shabaab attraverso Chisimaio, principale porto del sud della Somalia.

Si è aggiunto all’appello di Museveni anche il vice segretario di stato americano, Johnnie Carson: «Non c’è alcun dubbio che ci sia bisogno di più truppe sul campo» ha detto Carson, assicurando: «Noi, a Washington, ci siamo impegnati a fornire supporto alle truppe addizionali nello stesso modo in cui abbiamo supportato le truppe ugandesi e burundesi».

Alcuni paesi si oppongono, però, ad una maggiore “aggressività” dell’Amisom, soprattutto dopo la pubblicazione di un rapporto riservato che descriverebbe l’uccisione indiscriminata di civili, vittime dei bombardamenti a tappeto dei caschi verdi.