Uganda

Il generale David Sejusa, figura di spicco dell’opposizione ed ex stretto alleato del presidente ugandese Yoweri Museveni, è stato arrestato domenica sera nella sua abitazione di Kampala.

Lo riferisce il quotidiano Daily Monitor, secondo cui l’ex capo dei servizi segreti è stato condotto nella caserma militare di Makindye dove è stato interrogato.

L’arresto di Sejusa, come riporta la stampa locale, sarebbe legato alla dichiarazione rilasciata la scorsa settimana in cui il generale ha accusato il Movimento di resistenza nazionale (Nrm), il partito al potere in Uganda di cui fa parte lo stesso Museveni, di aver instaurato “un regime dittatoriale che deve essere smantellato” e ha chiesto alla popolazione ugandese di boicottare le elezioni presidenziali del prossimo 18 febbraio perché sarebbero una “farsa”.

L’avvocato di Sejusa, Michael Mabikke, ha detto che gli è stato negatala possibilità di vedere il suo cliente dopo il suo arresto.

In merito all’arresto di Sejusa, ieri nella conferenza stampa del capo di stato maggiore dell’esercito ugandese, Katumba Wamala, è stato detto che Sejusa sarebbe indagato per  “relazioni che sembrano legarlo” a gruppi che hanno “sinistri piani” di disobbedienza civile.

Nel 2013, Sejusa andò in esilio in Gran Bretagna dopo aver lanciato accuse di un complotto per uccidere funzionari oppositori di Museveni,  ma rientrò nel paese 18 mesi dopo

Museveni, 71 anni, in novembre ha annunciato la sua candidatura alle elezioni per ottenere quello che sarebbe il suo quinto mandato presidenziale, dopo essere salito al potere nel 1986 successivamente alla ribellione armata che cacciò Milton Obote. Mugabe di recente è stato più volte accusato di aver intimidito, anche con violenze e uccisioni, chi supporta l’opposizione nel paese

Il presidente uscente è sicuramente il favorito secondo gli osservatori. I principali candidati che lo sfideranno saranno il leader storico dell’opposizione Kizza Besigye  e il suo alleato trasformato in rivale, Amama Mbabazi. (Agenzia Nova / Africanews)