Uganda: si aggrava lo stato di salute dell’oppositore in carcere Kizza Besigye
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La moglie sostiene sia in pericolo di vita e chiede che venga trasferito in una struttura medica attrezzata
Uganda: si aggrava lo stato di salute dell’oppositore in carcere Kizza Besigye
L’altro leader delle opposizioni, Bobi Wine, resta auto-confinato in una località segreta dopo le minacce di morte ricevute via social dal capo dell’esercito e primogenito di Museveni. In manette anche il deputato e vicepresidente del suo partito, Muwanga Kivumbi
23 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti
Kizza Besigye a un'udienza del processo

Conclusa la tornata elettorale del 15 gennaio con la scontata riconferma per la settima volta alla presidenza di Yoweri Museveni, in Uganda non si allenta la morsa repressiva nei confronti degli oppositori.

A preoccupare negli ultimi giorni sono le condizioni di salute dello storico oppositore Kizza Besigye, in carcere dal novembre 2024 assieme al suo collaboratore Obeid Lutale, entrambi sequestrati mentre si trovavano a Nairobi, in Kenya, e trasferiti nel carcere di massima sicurezza di Luzira, a Kampala.

La moglie del 69enne politico ugandese, Winnie Byanyima, che ha potuto visitarlo, sostiene sia in pericolo di vita e chiede che venga trasferito d’urgenza in una struttura medica attrezzata.

Byanyima, conosciuta attivista per i diritti umani e direttrice di UNAIDS, ha dichiarato che il marito le ha riferito d’avere difficoltà a camminare e di avvertire forti dolori alle gambe. Intervenendo al programma Newsday della BBC la donna ha parlato di un’infezione che sarebbe aumentata negli ultimi due giorni.

Il 21 gennaio gli avvocati di Besigye si sono visti rifiutare da un tribunale la richiesta di trasferirlo in una struttura medica di sua scelta. L’oppositore è accusato di tradimento – reato che prevede la pena di morte -, di possesso illegale di arma da fuoco e di minaccia alla sicurezza nazionale.

Il processo, che si svolge davanti a un tribunale militare, è stato rinviato per malattia, ma i giudici ritengono che non ci siano evidenze che i suoi problemi di salute non possano essere gestiti in carcere.

Il partito di cui è leader, il People’s Front for Freedom (PFF) in una dichiarazione accusa le autorità di negare all’uomo le cure mediche necessarie e di violare i suoi diritti fondamentali, aggiungendo di ritenere “il regime e le autorità carcerarie pienamente responsabili del suo benessere”.

Besigye, che è stato candidato alla presidenza contro Museveni per quattro volte, l’ultima delle quali nel 2016, da tempo accusa le autorità di persecuzione politica.

Preoccupazione per la sua salute è stata espressa anche da quello che è da una decina d’anni il principale oppositore politico di Museveni, Robert Kyagulanyi, meglio conosciuto come Bobi Wine, leader del National Unity Platform (NUP).

Minacce di morte

Dal giorno delle elezioni, quando è sfuggito a un raid delle forze di sicurezza nella sua abitazione a Kampala, Wine resta auto-confinato in una località segreta dopo le minacce di morte ricevute via social dal capo dell’esercito e primogenito di Museveni, il generale Muhoozi Kainerugaba, che tramite il suo account X nelle scorse ore è tornato a minacciare anche i vertici del NUP, definiti “terroristi che si nascondono”. “Li prenderemo tutti”, promette, sostenendo di averne uccisi 30 e arrestati oltre 2mila.

Dal suo rifugio segreto Wine parla di un “massacro silenzioso”, denunciando un centinaio di uccisioni arbitrarie di suoi sostenitori durante il periodo elettorale e annunciando che non ricorrerà in appello contro l’esito del voto, “frutto di brogli”, in quanto la magistratura ugandese non è indipendente.

Il NUP parla di 118 suoi membri arrestati e accusati di vari reati. Secondo il segretario generale del partito “la maggior parte di loro erano agenti elettorali”.

Arrestato il vicepresidente del NUP

Tra gli arresti più recenti anche quello del deputato e vicepresidente del NUP, Muwanga Kivumbi, che la polizia accusa di essere dietro a presunti attacchi armati contro una stazione di polizia e un seggio elettorale a Butambala, nell’Uganda centrale, ai quali gli agenti avrebbero risposto uccidendo sette persone.

Kivumbi e il suo partito negano decisamente le accuse, sostenendo invece che agenti di sicurezza abbiano fatto irruzione nella sua abitazione usando lacrimogeni e uccidendo dieci suoi sostenitori che si trovavano nella casa per seguire lo spoglio dei voti delle elezioni parlamentari.

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