Uganda / LRA

L’Uganda ha sospeso la caccia più che decennale a Joseph Kony, ricercato dalla Corte penale internazionale e famigerato capo del Lord Resistance Army (Lra) gruppo conosciuto per l’efferatezza delle sue azioni, con cui aveva messo a ferro e fuoco il nord dell’Uganda, vaste zone della Repubblica democratica del Congo, della Repubblica Centrafricana e del Sud Sudan meridionale. Nel 2013, l’Onu stimava che, in circa 25 anni di attività, l’Lra avesse ucciso più di 100.000 persone e ne avesse rapito più di 60.000.

La notizia della sospensione della caccia a Kony è stata data dall’esercito di Kampala con un comunicato ufficiale. Il primo contingente di soldati ugandesi sarebbe già stato ritirato dalla Repubblica Centrafricana, dove guidavano la task force per la cattura del ricercato. Anche l’esercito degli Stati Uniti il mese scorso ha fatto sapere che avrebbe ritirato i suoi consiglieri militari dall’operazione.

Negli anni, l’Lra si è molto indebolita per la cattura e la morte di alcuni dei suoi più importanti leader e per la defezione di altri. Ora avrebbe solo un centinaio di miliziani, mentre negli anni di maggior attività era arrivata ad averne oltre 2.000. Il comunicato diffuso dall’esercito afferma che ormai l’organizzazione è “debole e inefficace. Non costituisce più una minaccia significativa per la sicurezza dell’Uganda e in particolare della sua parte settentrionale”.

Kony aveva cominciato la sua azione proprio nelle regioni settentrionali dell’Uganda. Aveva poi trasferito le sue basi operative nelle foreste della RdCongo e del Centrafrica. Gli ultimi rapporti di organizzazioni specializzate nel tracciarne la presenza e l’attività criminale, ancora viva seppur su scala minore, lo danno installato nel triangolo di Kafia Kingi, un piccolo territorio ricco di minerali nel Darfur meridionale, disputato tra il Sudan e il Sud Sudan, ai confini con la Repubblica Centrafricana. L’organizzazione si finanzierebbe soprattutto con il bracconaggio e il traffico di avorio. (VoA)