Uganda

Le elezioni presidenziali e parlamentari che si sono tenute in Uganda giovedì 18 febbraio hanno visto trionfare il presidente Museveni con il 61% dei voti, contro il 35% ottenuto dal suo rivale Besigye. Il leader dell’opposizione, attualmente ai domiciliari dopo essere stato arrestato la scorsa settimana, ha definito il processo elettorale come “uno dei più fraudolenti della storia”.

Scarsa trasparenza è stata rilevata anche dagli osservatori internazionali, a detta dei quali il voto si è svolto in un’atmosfera di paura ed intimidazione. Nonostante abbia elogiato la determinazione degli ugandesi a votare, l’osservatore capo per l’Unione Europea, Eduard Kukan, ha dichiarato che la correttezza della campagna elettorale è stata minata dal predominio politico esercitato dal partito governativo e filo-presidenziale, il National Resistence Movement.

Il clima pre-elettorale era stato segnato da tensioni diffuse tra la popolazione e le forze dell’ordine, con scontri sporadici e lancio di lacrimogeni. Oltre a Besigye, si trova al momento agli arresti domiciliari anche il secondo importante rivale politico del presidente in carica, l’ex primo ministro Amama Mbabazi.

Museveni, in carica da 30 anni, ha celebrato la vittoria, dichiarando che non accetterà lezioni dall’Unione Europea e respingendone le critiche in merito a presunte irregolarità nel processo elettorale. (Bbc)