Il presidente ugandese Yoweri Museveni ha presentato ieri al parlamento di Kampala le nuove misure di sicurezza che saranno applicate nel paese per controllare un trend di omicidi di alti funzionari governativi, e non solo, che sta destabilizzando il paese.

Tra gli altri, dal 2015 sono stati assassinati Joan Kagezi, pubblico ministero, Muhammed Kiggundu, ufficiale dell’esercito, Andrew Felix Kaweesi, assistende dell’ispettore generale di polizia e Ibrahim Abiriga, parlamentare del partito al governo, il National Resistance Movement (Movimento di Resistenza Nazionale – NRM). Tutti e quattro sono stati colpiti nello stesso modo: due uomini su una moto hanno scaricato su di loro le armi che impugnavano, lasciando indisturbati la scena del crimine dopo essersi assicurati che i bersagli fossero morti.

Nel suo discorso al parlamento, Museveni ha dichiarato che i nuovi provvedimenti prevedono l’installazione di una targa elettronica sulle motociclette e comprendono l’organizzazione di un laboratorio specializzato per le analisi necessarie ai tribunali, l’installazione di telecamere di sorveglianza, l’abbattimento di droni non registrati, la proibizione di portare giubbotti con il cappuccio, il rilevamento delle impronte lasciate dalle armi sulle pallottole prima della loro vendita, che dovrà essere catalogata. Ha anche accusato la polizia di non lavorare con dedizione nella ricerca dei colpevoli dei delitti, anzi ha detto che alcuni membri delle forze di sicurezza sono collusi con la criminalità.

L’incapacità, e in alcuni casi la non volontà, delle forze di polizia di contrastare la criminalità è stata ammessa anche dal ministro degli Interni, General Jeje Odongo, che ha assicurato che si stanno già prendendo le misure necessarie a garantire una protezione efficiente della sicurezza dei cittadini e del paese in generale. (Voice of America)