Uganda

Il leader dell’opposizione ugandese, Kizza Besigye, è stato arrestato ieri dalla polizia a poche ore dal termine delle votazioni per le elezioni parlamentari e presidenziali, che vedono fortemente favorito il presidente in carica Yoweri Museveni. Secondo il corrispondente di Al-Jazeera, Malcolm Webb, l’arresto (il terzo in meno di una settimana) è avvenuto in un sobborgo della capitale Kampala, dove Besigya si era recato insieme ad altri membri del suo partito per indagare su presunti brogli elettorali in un casa gestita dall’intelligence.

Sempre secondo Webb, nel tardo pomeriggio di ieri le votazioni erano ancora in corso in diverse aree della capitale a causa di ritardi nell’apertura dei seggi. Nel corso della giornata di voto si sono registrate tensioni con la polizia, che ha sparato lacrimogeni per disperdere alcune persone che protestavano a causa delle lunghe ore di ritardo nella distribuzione delle schede elettorali. In un seggio di Kampala, centinaia di cittadini infuriati per l’attesa hanno preso verbalmente di mira i responsabili della gestione della struttura elettorale. Il portavoce della Commissione Elettorale, Jotham Taremwa, ha dichiarato che i disagi sono stati causati da “alcuni problemi di natura logistica”. «Impedendoci di votare, ci stanno privando di un nostro diritto costituzionale» ha urlato Elias Bukenya, un insegnante 27enne fortemente preoccupato per la regolarità nello svolgimento delle elezioni.

L’opposizione a Yoweri Museveni trova da molti anni nella capitale Kampala una sua roccaforte politica, ma nonostante ciò il presidente in carica è fortemente favorito in quello che, in caso di vittoria, diventerebbe il suo quinto mandato. Museveni è salito al potere nel 1986, reggendo per un trentennio le sorti del suo paese. (AlJazeera)