Allarme sanitario

Il ministro della sanità ugandese ha dato l’allarme per il probabile inizio di un’epidemia del morbo di Marburg, nel distretto di Kween, ai confini con il Kenya.
Il morbo di Marburg (il virus è stato identificato per la prima volta nella località tedesca da cui ha preso il nome) è una febbre emorragica simile a Ebola trasmessa da una varietà di pipistrelli. Il suo tasso di mortalità si avvicina al 50% dei contagiati anche perché non esistono, al momento, cure per la malattia. Il contagio avviene, come per Ebola, attraverso i fluidi organici.

L’11 ottobre si è avuta la prima vittima del virus: un uomo che viveva nelle vicinanze di una grotta, rifugio di una colonia di pipistrelli. Poco dopo sono morti due suoi familiari. Gli esami effettuati presso l’istituto per la ricerca epidemiologico di Entebbe ha confermato che si trattava del morbo di Marburg. Questo ha fatto scattare l’allarme e le misure di prevenzione che consistono, essenzialmente, nella ricerca e nella messa in quarantena di tutti coloro che hanno avuto contatti con le persone morte per la malattia, che sarebbero per ora circa 700. Il periodo di incubazione della malattia è di circa 3 settimane e dunque nuovi contagiati potrebbero emergere nei prossimi giorni.

Intanto le autorità ugandesi e l’Organizzazione mondiale della sanità stanno attivando una campagna di informazione e mobilitazione della popolazione del distretto di Kween, focolaio della possibile epidemia. La zona è impervia e la popolazione è isolata, con tasso di alfabetizzazione molto basso, cosa che non facilita la giusta percezione della malattia, associata invece con la stregoneria.

L’allarme è scattato anche nella regione confinante del Kenya, nella contea di Trans Zoia, perché una delle vittime, prima della morte vi si era recato per consultare un medico tradizionale in uno dei villaggi della località di Kaisagat. Casi di decessi per febbre emorragica sono segnalati anche in Sudan, nello stato di Kassala. (Relief / Cnn)