Uganda / Appropriazione fondi / Rifugiati

Un’indagine condotta dal governo ugandese e dall’agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) sul numero reale di persone ospitate nei campi di rifugiati del paese, ha rivelato la presenza di 300 mila profughi in meno, rispetto ai dati acquisiti in precedenza.

I risultati dell’inchiesta parlano di 1,1 milioni di rifugiati, anziché 1,4 milioni, confermando le accuse secondo cui alti funzionari avrebbero gonfiato il numero di presenze, appropriandosi così di parte dei fondi destinati al sostegno dei rifugiati, provenienti per lo più dal vicino Sud Sudan. A febbraio la coordinatrice delle Nazioni Unite in Uganda, Rosa Malango, aveva scritto al primo ministro Ruhakana Rugunda, richiamando la sua attenzione su casi “di cattiva gestione, frode e corruzione”.

Apollo Kazungu, commissario per i rifugiati dell’ufficio del primo ministro, e tre dei suoi alti funzionari – Walter Omondi, John Baptist Sentamu e Francis Nkwasibwe – sono stati sospesi e accusati di collusione con personale dell’UNHCR e del Programma alimentare mondiale. Avrebbero creato nomi falsi negli insediamenti frodando milioni di dollari in aiuti. I funzionari sono anche accusati del furto di materiale per il soccorso, di appropriazione di terreni governativi destinati ai rifugiati, di traffico di donne, e di interferenze con l’elezione dei leader della comunità.
Le organizzazioni di aiuto internazionali non hanno comunicato ancora quali provvedimenti intendono prendere nei confronti del personale coinvolto.

«Ci sono stati anche alcuni casi di registrazioni multiple di rifugiati, al culmine dell’emergenza dei profughi sud-sudanesi tra metà 2016 e metà del 2017, quando i sistemi di registrazione sono stati talvolta sopraffatti dal numero e dalla velocità degli arrivi. Questi casi sono stati identificati e rimossi dal database», hanno dichiarato lunedì congiuntamente governo e UNHCR che hanno fatto sapere d’aver implementato nuove procedure per la raccolta di cibo.

L’Uganda ospita uno dei alti numeri di rifugiati nel mondo. Tra i paesi donatori anche l’Unione Europea, la cui delegazione in Uganda ha dichiarato lunedì di aver presentato formalmente il caso all’ufficio europeo antifrode. (The Guardian)