Il rapporto FAO 2009
Oltre 100 milioni di persone in più, rispetto al 2008, hanno fame nel mondo. Mentre sono sempre più lontani gli Obiettivi del Millennio, gli affamati crescono anche nei paesi ricchi, raggiungendo i 15 milioni. È l’allarme lanciato dall’ultimo rapporto sullo Stato dell’insicurezza alimentare, presentato oggi dalla FAO.

“Dimezzare il numero di chi ha fame entro il 2015”. Sembra essere ormai definitivamente archiviato, l’Obiettivo del Millennio assunto dai capi di stato e di governo, durante il Vertice mondiale per la sicurezza alimentare, nel 2007. Le persone affamate sono arrivate a superare, nel 2009, il miliardo, mentre cresce, mentre la scarsità di cibo non risparmia neanche i Paesi ricchi, che registrano un aumento di poveri del 15,4% rispetto allo scorso anno.

Si tratta dei livelli più alti raggiunti dal 1970. A lanciare l’allarme è stata la Food and Agriculture Organisation (FAO), in occasione della presentazione, oggi, del rapporto 2009 sullo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo.
Il primato, per insicurezza alimentare, lo mantiene la regione Asia-Pacifico, con 642 milioni di persone che hanno fame, seguita dall’Africa Subsahariana, con 265 milioni, dall’America Latina, con 53 milioni e dall’Africa settentrionale e orientale, con 42 milioni.
Oltre 100 milioni di persone in più, rispetto all’anno scorso, soffrono la fame. Un sesto di tutta l’umanità.

Secondo la FAO, nonostante un leggero calo nel 2008, il costante aumento dei prezzi delle materie prime alimentari tra il 2006 e il 2008, avrebbe spostato fuori dalla portata del reddito di queste persone tutti gli alimenti di base. All’attuale crisi, si aggiungono le preoccupazioni per il futuro. Nei prossimi 40 anni, secondo Jacques Diouf, direttore generale della FAO, il fabbisogno alimentare, aumenterà di circa il doppio.

Queste dunque le sfide che dovrà affrontare il prossimo Vertice Mondiale per la sicurezza alimentare, che vedrà, ancora una volta, i Capi di Stato e di Governo, a Roma, dal 16 al 18 novembre, per discutere della crisi. Un occasione, secondo i dirigenti della FAO, per ribadire la necessità di un deciso intervento pubblico a sostegno della produttività agricola mondiale, normalmente in calo, in periodi di crisi economica.