Le firme depositate in Cassazione
Un risultato senza precedenti. Sono state depositate, oggi, presso la Corte di Cassazione, le firme per i referendum abrogativi contro la privatizzazione dell’acqua. Più di un milione e quattrocentomila le firme raccolta. L’obiettivo è ora «25 milioni di “si”» al voto.

Una mobilitazione senza precedenti nella storia repubblicana. Il comitato promotore dei referendum per l’acqua pubblica, ha depositato oggi, presso la Corte di Cassazione, 1.401.492 firme raccolte per promuovere i quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua.

Al motto di “Poniamo un argine alla privatizzazione dell’acqua” una diga simbolica di scatole per la raccolta firme ha accompagnato questa mattina la manifestazione che si è svolta in piazza Navona, a Roma, per festeggiare il risultato ottenuto. Presenti artisti, rappresentanti delle associazioni e dei comitati territoriali, ma, soprattutto, c’era il 19 novembre 2009, produrrà, infatti, i suoi effetti a partire dal 1° gennaio 2011, quando gli enti locali saranno costretti a passare la gestione dei servizi idrici al privato, o ad azienda con partecipazione pubblica inferiore al 60%.

«Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze» continua il comitato promotore. I movimenti per l’acqua pubblica torneranno a riunirsi il 18 e 19 settembre prossimi. La parola passerà ora alla Consulta, che dovrà giudicare l’ammissibilità dei tre quesiti referendari. Poi, il voto.