Eritrea / Sport

Tsegai Tewelde, rifugiato eritreo di 26 anni, ora cittadino britannico, ha fatto registrare il secondo miglior tempo tra gli atleti inglesi nella maratona di Londra che si è svolta domenica 24 aprile. Si è così guadagnato un posto nella squadra che parteciperà alle prossime olimpiadi in Brasile, con il tempo di 2 ore, 12 minuti e 28 secondi.

Tsegai Tewelde fa parte di un gruppo di 6 atleti, tre ragazzi e tre ragazze che avevano chiesto rifugio politico in Scozia nel 2008, dopo la  World Cross Country Championships. La loro prestazione non era stata di buon livello e, al ritorno in Eritrea, sarebbero stati molto probabilmente esclusi dalla squadra nazionale. Per loro sarebbe cominciata l’usuale routine di vita che aspetta i giovani eritrei: servizio nazionale a tempo indeterminato, lavoro forzato e punizioni corporali pesanti, fino alla tortura, per ogni errore o protesta.

Dopo la concessione dell’asilo politico dal governo del Regno Unito, i sei atleti furono indirizzati dallo Scottish Refugee Council ad un allenatore della squadra di corridori  Shettleston Harriers, di un quartiere periferico di Glasgow, dove vennero “adottati” dalla comunità sia per i loro bisogni quotidiani, che per il sostegno all’inizio della loro carriera.

Tsegai Tewelde era un pastorello di capre da bambino e ha rischiato la vita saltando su una mina quando aveva solo 8 anni. La sua carriera è cominciata quando era ancora un adolescente.

La maratona maschile di Londra è stata vinta quest’anno da un atleta keniano,  Eliud Kipchoge, in 2:03.05, il miglior tempo in assoluto per questa gara. Anche la gara femminile è stata vinta da un’atleta keniana, Jemima Sumgong.