Tanzania
Il presidente ha deciso: la diga nel centro della riserva protetta Selous si farà. Poco importa che si tratti di un patrimonio dell’umanità già minacciato, il paese ha bisogno di elettricità e il “progetto della gola dello Stiegler” permetterà alla Tanzania di raddoppiare l’attuale produzione energetica. Turisti e ambientalisti si preparano a dire addio a una delle più grandi riserve naturali rimaste in Africa.

Decenni dopo la data iniziale di presentazione del progetto, il presidente della Tanzania, John Magufuli – soprannominato “il bulldozer” per il suo decisionismo e per i risultati ottenuti in passato nella costruzione di strade ed altre infrastrutture – ha comunicato che realizzerà la diga sul fiume Rifiji, all’interno della riserva Selous, vasta quanto la Svizzera, una delle più grandi riserve naturali rimaste in Africa. Nel parco vive un gran numero di specie animali, compresi elefanti, rinoceronti, leopardi, giraffe e coccodrilli. La riserva è considerata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, ma in pericolo, e dunque bisognosa di maggior protezione, da quando, un paio di anni fa, si verificò una diminuzione drastica della fauna selvatica a causa del diffuso bracconaggio.

La diga, conosciuta come “progetto della gola dello Stiegler” sarà costruita proprio nel cuore della riserva. Secondo Remco van Merm, funzionario dell’Unione internazionale per la protezione dei siti naturali patrimonio dell’umanità, la realizzazione della struttura comporterà l’inondazione di un vasto territorio, ora santuario di specie animali protette come il rinoceronte nero – ormai quasi estinto – e aumenterà il rischio di bracconaggio e altre attività illegali a causa dell’accesso facilitato alla zona. Ha inoltre sottolineato che la diga avrà un impatto fortemente negativo sull’uso del territorio a valle, sulla pesca e sull’agricoltura che costituiscono la base dell’economia delle popolazioni locali.

La diga fornirà 2.100 Mw di energia “pulita”, più che raddoppiando la produzione del paese che è ora molto inferiore alle necessità, disponendo di impianti idroelettrici per soli 1.400 Mw. Thabit Jacob, uno specialista tanzaniano di energia ed ambiente, contesta però il fatto che l’energia idroelettrica possa essere considerata ecologica, in quanto produce danni collaterali ingentissimi. “Prima che il progetto vada avanti, è di vitale importanza che si realizzino robuste misure per proteggere l’ambiente ed evitare lo spostamento della popolazione locale” ha dichiarato. Ma il progetto sta progredendo velocemente. In questi giorni è arrivato nel paese un gruppo di esperti etiopici che dovrebbero aiutare nella realizzazione degli impianti, come promesso dal primo ministro Hailemariam Desalegn, nell’ambito di un accordo firmato tra i due paesi il 31 marzo scorso.

In luglio si riunirà la commissione per rivedere lo stato dei siti patrimonio dell’umanità. Da quando il progetto della diga della gola dello Stiegler è in discussione, la commissione ha chiesto ripetutamente al governo tanzaniano che fosse cancellato, nella convinzione che avrebbe danneggiato irrimediabilmente la riserva naturale. Gli esperti hanno già fatto sapere che la presenza di un progetto così invasivo che prevede la costruzione della diga, la formazione di un vasto bacino artificiale e degli impianti per la produzione di energia idroelettrica non sarebbe compatibile con lo status di sito patrimonio dell’umanità.

Inoltre, la probabile devastazione di una simile ricchezza naturale danneggerebbe inevitabilmente anche il turismo, che costituisce una delle maggiori fonti di valuta pregiata per il paese e di lavoro per la popolazione locale.