Il decreto di proroga delle missioni all’estero
Con decreto legge, la scorsa settimana, il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga delle missioni italiane all’estero e degli interventi di cooperazione allo sviluppo. Un dispositivo che vale, da subito, 215 milioni di euro, solo per il ministero della Difesa.

Non conoscono crisi, le missioni italiane all’estero. Per garantire la loro sopravvivenza sono stati, infatti, stanziati lo scorso 6 luglio, più di 700 milioni di euro in tutta fretta, tramite decreto. Il decreto legge n. 102 del 6 luglio 2010 assegna, con effetto retroattivo al 1° luglio, meno di 46 milioni in favore di interventi per l’Afganistan o di “cooperazione allo sviluppo” nel mondo.

In questa voce compaiono 9.300.000 in favore di Iraq, Libano, Pakistan, Sudan e Somalia per «assicurare il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati nei paesi limitrofi, nonche’ il sostegno alla ricostruzione civile». Non deve trarre in inganno il titolo del Capo I del decreto («Interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione»), perché gran parte della “cooperazione” enunciata riguarda la collaborazione con organizzazioni internazionali, missioni di addestramento e di «tutela dei cittadini e degli interessi italiani». È il caso, quest’ultimo, dello Yemen, colpito da una recente ondata di violenze: per garantire la sicurezza dei cittadini italiani e dei loro interessi, il Consiglio dei Ministri ha stanziato ben 11.706.125 euro.

La fetta più grossa dei fondi riguarda, tuttavia, le missioni militari all’estero. Afganistan, Libano e Balcani, rimangono le aree maggiormente interessate, con circa mezzo miliardo di euro. Per quel che riguarda l’Africa: in testa figura la missione navale dell’Unione Europea (Ue) “Atalanta” contro la pirateria al largo delle coste somale: 23.890.556 di euro a cui vanno, però, aggiunti parte del mezzo milione di euro destinati al Fondo Fiduciario della Nato, per la lotta alla pirateria e la formazione della polizia irachena.

Rinnovata, con 201.652 euro, la partecipazione del personale militare italiano alla missione Ue nella Repubblica Democratica del Congo, mentre altri 128.654 euro serviranno a garantire la presenza italiana nella missione Onu-Unione Africana in Sudan (Unamid).
L’Italia partecipa, ancora per la Somalia, con 810.944 euro alla missione Ue denominata Eutm, per il training di 2 mila soldati somali del fragile governo di transizione.

Non manca, infine, un riferimento all’immigrazione. Il Governo italiano, dopo aver fatto dono alla Libia di alcune motovedette, si è infatti impegnato a mantenerne l’efficienza. Nonostante gli accordo italo-libico per il «contrasto dell’immigrazione clandestina».