Oltre 300 partecipanti provenienti da 16 paesi
Una corsa tra i campi profughi saharawi per ricordare che la questione del Sahara Occidentale rimane irrisolta e che nel deserto algerino continua la resistenza della Repubblica Araba Saharawi Democratica.

La 9ª Edizione della Sahara Marathon, si é svolta ieri nel deserto vicino Tindouf, dove da oltre trent’anni vive in esilio parte della popolazione del Sahara Occidentale. Più che una competizione sportiva, la corsa è un modo originale per esprimere solidarietà verso questo popolo. Correre la distanza regolamentare di 42,159 km (che si é corsa tra il campo di El Aaiun e quello di Smara) é soprattutto un gesto di amicizia.
Sul podio é salito l’algerino Zeyani Abderrazagh, mentre numerosi altri atleti sono stati premiati nelle corse di distanze minori (di 21, 10 e 5 km); tra le competizioni anche una corsa dedicata ai bambini. Ma la Sahara Marathon non si limita a questo: i prossimi giorni saranno scanditi da celebrazioni e incontri tra gli ospiti stranieri e i rifugiati. Il 27 febbraio la manifestazione si concluderà con i festeggiamenti ufficiali per il 33° anniversario della Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd).
La macchina organizzativa di queste giornate é affidata al Ministero della gioventù e dello sport del governo della Rasd, insieme con un gran numero di associazioni di tutto il mondo che già collaborano o partecipano a progetti di cooperazione con i saharawi. Ed é proprio questa solidarietà, cui si aggiungono gli aiuti economici delle organizzazioni internazionali (come PAM, Echo e UNHCR) che rende possibile la vita di questi campi in pieno deserto. Inoltre la maratona permette di raccogliere nuovi fondi, che quest’anno saranno destinati alla costruzione di un centro sportivo per i ragazzi di Dakhla (che dei cinque campi profughi saharawi é il più remoto e meno visitato).
I rapporti umani che nascono durante la Sahara Marathon tra persone di provenienza e cultura anche molto diverse, rendono unico questo evento. Ad esempio i maratoneti sono ospitati nelle tende (khaima) dei saharawi ed entrano in contatto diretto con la loro cultura, condividendo anche le difficoltà pratiche del deserto. L’ “invasione di atleti” rompe l’isolamento dei rifugiati: la manifestazione sportiva porta divertimento e amicizia (un momento classico di condivisione é il pasta party la sera prima della gara!). Inoltre alcuni campetti da gioco e una palestra, recentemente costruiti, permettono ai più giovani di combattere la monotonia dei campi avvicinandosi allo sport.
Nonostante la partecipazione alla Sahara Marathon di alcuni maratoneti di successo (come gli spagnoli Abel Anton e Martin Fiz) abbia contribuito a far crescere l’attenzione dei media, questo evento é ancora poco noto, soprattutto in Italia. In realtà é la situazione umanitaria dei rifugiati saharawi ad assere poco nota e poco raccontata dai media nostrani, per ragioni principalmente politiche. La sfida di questo appuntamento é dare maggiore visibilità alla causa dei saharawi, mostrando che il loro difficile esilio continuerà fino a quando non sarà realizzata l’autodeterminazione del Sahara Occidentale. Come a dire: per ora la Sahara Marathon si corre sulla terra dei campi profughi (quella precaria, imposta dalla fuga), ma presto o tardi si organizzerà nel “nostro paese”, che vogliamo indipendente e democratico.
Lo stallo nei negoziati e il nuovo mediatore
I rapporti I colloqui avviati nel 2007 sotto l’egida delle Nazioni Unite tra Fronte Polisario e Rabat si sono arenati dopo 4 incontri. L’Onu, anche in seguito alle accuse di scarsa neutralità da parte del mediatore olandese Peter van Walsum, coordinatore degli incontri, ha deciso di nominare un nuovo incaricato. Lo scorso settembre, dopo averlo destituito, il Segretario Generale Ban Ki Moon ha nominato il diplomatico statunitense Christopher Ross, che il fine settimana scorso ha iniziato il suo primo viaggio come mediatore proprio dal Sahara occidentale. Nei prossimi giorni incontrerà anche i vertici di Rabat e di Algeri.
Per approfondire
-Alcuni filmati delle precedenti edizioni della Sahara Marathon sono disponibili sul sito ufficiale
-Sito dell’Associazione El Ouali, che organizza ogni anno la delegazione dei maratoneti italiani:
-Non solo maratona…Sito del Sahara Bike Race che si svolgerà ad aprile. Una carovana di ciclisti partirà da Siviglia verso i campi profughi di Tindouf (Algeria), per continuare verso Tifariti, nel Sahara Occidentale, a fianco del muro che il governo marocchino ha costruito per dividere il popolo saharawi.
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