LETTERE DA NIAMEY 2018
Mauro Armanino

La seconda medaglia storica ai giochi olimpici di Rio del 2016 è d’argento. In continuità con la lotta tradizionale nigerina, il giovane Alfaga Abdoulrazak (nella foto) è arrivato in finale nella specialità di taekwondo. Si è guadagnato l’argento e gli onori di casa. È diventato un modello per i giovani nigerini, abituati a vedere il proprio paese in fondo alle classifiche. Per esempio l’Indice di sviluppo umano ci conferma a un discutibile ultimo posto.

Il primo ad entrare nella leggenda sportiva del Niger è stato un pugile che ha guadagnato la medaglia di bronzo. Si tratta di Issaka Daboré: giochi olimpici di Monaco, 1972. Dopo il bronzo c’è stato l’argento del giovane Abdoulrazak.

C’è invece un primato di cui andiamo fieri e che portiamo con dignità. Con un’ètà media di 15,4 anni, il Niger è il più giovane paese del mondo. Per capirci, in Italia, uno dei paesi più vecchi, l’età media è di circa 45,5 anni. I nostri, qui in Niger, sono anni spuntati da poco, anni verificabili sulle strade, nelle campagne e soprattutto nei reparti di maternità. Portiamo con onore questa medaglia di sabbia.

Ci perdonerete, in Italia, se facciamo confusione tra migrante regolare o irregolare, tra certificati di nascita e visa turistico. Ci perdonerete i numerosi colpi di stato, le eccezioni alla Carta costituzionale e i progetti di sviluppo che non arrivano mai a buon fine. Abbiamo dalla nostra parte l’adolescenza.

Non ci sogneremmo mai di competere con voi in altri ambiti ben più importanti. Alla vostra età si presume abbiate un saggezza che noi non abbiamo. Per esempio, fabbricate armi sofisticate, gestite banche virtuali e speculazioni finanziarie, costruite muri di cinta e ponti levatoi tra un mare e l’altro. L’impressione è che, passati i 45 anni di età media, abbiate paura di vivere…

C’è chi è ancora più giovane di noi nigerini. La bimba guatemalteca che, priva di cibo e acqua, è morta disidratata prima di raggiungere l’ospedale. Aveva sette anni e appena passato l’ultima frontiera della vita con suo padre e altri migranti come lui. Un lungo viaggio senza ritorno dal suo paese a quello di Trump. Quello dove le frontiere sono armate, assediate e studiate perchè le bambine come lei non arrivino a destinazione.

Ecco perchè, in definitiva, cominciamo a pensare che la saggezza non dipende dall’età, ma dal luogo di nascita. C’è chi a sette anni è molto più maturo di chi ha l’età media di 45,5 anni. Vorremmo dunque dare a lei, alla piccola guatemalteca di sette anni, la medaglia di sabbia a cui teniamo tanto. Come un fiore tra i capelli.