Salute materna e neonatale – Rapporto Unicef 2009
Sono 1500 le donne che muoiono di parto ogni anno. L’85% di loro in Africa subsahariana. Una realtà drammatica che pesa direttamente sulla salute dei bambini.

Una maggiore attenzione alla salute delle madri è un fattore decisivo per la sopravvivenza dei bambini e per il loro futuro. A rendere più attuale questo legame, che da sempre caratterizza la condizione dell’infanzia, il Rapporto Unicef 2009 sottolinea un aspetto drammatico che riguarda proprio le madri. Ogni giorno 1.500 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto, vale a dire oltre mezzo milione all’anno.

Una cifra ancora troppo grande tanto più che l’85% di questi decessi si concentra nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale. Ma è un problema che riguarda l’insieme del Sud del modo, dove avviene il 99% dei decessi materni. Una donna di un paese meno sviluppato ha 300 volte più probabilità di morire per complicazioni dovute alla gravidanza e al parto di una donna di un paese industrializzato. Questo fa sì che il divario tra i tassi di mortalità materna tra Nord e Sud del mondo è il maggiore tra tutti i tassi di mortalità, e il più ampio divario del mondo in ambito sanitario.

Questo aspetto non cancella tuttavia la situazione della mortalità infantile, che calcola la percentuale di bambini che muoiono nei primi 5 anni di vita. Se finalmente dal 2007 il numero di bambini morti è andato al di sotto della soglia dei 10 milioni, il dato attuale di 9,2 milioni rimane drammatico. Quasi il 40% (3,7 milioni nel 2004) di questi decessi avviene nei primi 28 giorni di vita, e i ¾ nella prima settimana. Il divario nella mortalità neonatale tra Nord e Sud del mondo resta notevole, pur non raggiungendo la forbice di quella materna. Nel 2004 un bambino nato in un paese sottosviluppato ha 14 volte più probabilità di morire entro le prime 4 settimane di vita rispetto ad uno nato in un paese industrializzato.

Se i decessi materni rimangono un problema ancora irrisolto, va aggiunto che ogni anno ben 10 milioni di donne che sopravvivono alla gravidanza sono colpite da malattie, è ciò incide sulla possibilità di queste madri di seguire i propri bambini. Si tratta di una ragioni di più per occuparsi meglio della salute delle madri. Se in questo campo i progressi sono stati particolarmente scarsi, ciò è dovuto anche alla condizione della donna, alla poca considerazione in cui talvolta è tenuta, in ultima analisi alla violazione dei suoi diritti fondamentali come persona, come donna e madre.

Nel corso della presentazione ufficiale del Rapporto 2009, l’Unicef ha voluto aprire una finestra sul dramma dei bambini a Gaza. Rappresentano un quarto delle oltre mille vittime registrare dall’inizio dei bombardamenti israeliani, oltre 1.500 feriti e soprattutto tutti i bambini sono sotto shock e traumatizzati. Per questo tra le tante azioni intraprese dall’Unicef vi è, tra gli altri, anche un intervento in campo psicologico, senza dimenticare lo sforzo per tenere aperte le scuole e assicurare la continuità dell’educazione, e lasciare così aperta la porta ad un vivere insieme e in pace.

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