Alex Zanotelli

«Il mondo deve prendere atto che il Vertice sul clima di Parigi del prossimo dicembre (COP21), potrebbe essere l’ultima vera opportunità per giungere a un accordo che mantenga il riscaldamento globale di origine antropica al di sotto dei 2 gradi centigradi, a fronte di una traiettoria attuale che porterebbe a un aumento devastante di 4 o più gradi centigradi». È questo il chiaro pronunciamento della Pontificia Accademia delle Scienze a conclusione di un seminario sul tema: “Proteggere la Terra, mobilitare l’umanità”, tenutosi in Vaticano il 28 aprile scorso alla presenza del segretario generale Onu Ban Ki-moon. Gli scienziati dell’Accademia affermano categoricamente che «il cambiamento climatico di origine antropica è una realtà scientifica e la sua decisiva mitigazione è un imperativo morale e religioso».

È un anticipo di quello che papa Francesco ci dirà nell’enciclica sull’ambiente di imminente pubblicazione. L’attendiamo tutti con ansia perché sarà la prima enciclica dedicata totalmente all’ambiente, nella speranza che possa avere un forte impatto sulle comunità cristiane. Infatti il tema del cambiamento climatico trova una difficoltà a fare breccia in campo ecclesiale. Ancora più difficile in campo politico e mediatico. Sembra quasi un tema tabù. Eppure i dati scientifici sono così categorici.

Lo ha fatto in modo perentorio l’Agenzia Onu per i cambiamenti climatici (Ipcc) lo scorso novembre a Copenaghen, affermando: il riscaldamento globale esiste ed è causato dall’uomo; gli effetti sono già visibili con scioglimento dei ghiacciai ed eventi meteo estremi; il peggio deve arrivare perché le emissioni globali, invece che diminuire, sono aumentate.

Gli scienziati dell’Ipcc (tutti scelti dai governi!) affermano che se il “Sistema” continuerà a utilizzare petrolio e carbone al ritmo attuale, a fine secolo avremo, ci sarà nella migliore delle ipotesi un aumento della temperatura 3,5 gradi, nella peggiore di 5,4 gradi. Ma ribadiscono che già un aumento di 2 gradi costituisce un dramma per il pianeta. Come afferma Fatih Birol dell’Agenzia internazionale dell’energia: «La porta dei 2 gradi si sta per chiudere. Nel 2017, si chiuderà per sempre». In breve abbiamo raggiunto quello che vari attivisti hanno iniziato a chiamare il “decennio zero” della crisi climatica: o cambiamo subito o perderemo la nostra chance.

Ecco perché il Vertice del clima di Parigi (dicembre 2015), diventa l’ultima vera opportunità per salvarci. Eppure né il sistema economico-finanziario, né il mondo politico, né quello mediatico stanno prendendo seriamente in considerazione il problema.

«Cos’è che non va in noi?», si domanda Naomi Klein nel suo straordinario volume Una Rivoluzione ci salverà. E continua: «Che cosa ci trattiene davvero dallo spegnere l’incendio che minaccia di ridurre in cenere la nostra casa collettiva? Penso la risposta sia molto più semplice di quello che molti ci hanno spinto a credere: non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché esse sono sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l’ideologia imperante. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe e di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza delle persone rappresentano una minaccia estrema per quell’élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico, di molti dei nostri media!».

Dall’alto ormai ci possiamo aspettare ben poco. La speranza viene dal basso, dalla capacità di mettere insieme tutte quelle realtà di base che in questo paese e in tutte le altre nazioni sono impegnate sull’ambiente. E sono tante! Mi appello a tutti i gruppi, a tutte le associazioni, a tutte le reti perché possiamo formare un unico Forum in vista di Parigi. Questa nostra frantumazione non ci porta da nessuna parte.

Siamo riusciti a farlo per l’acqua (diritto fondamentale umano!), vincendo pure un referendum (giugno 2011). Non possiamo farcela ora per l’aria (altro diritto fondamentale umano!)? Non aspettiamo l’autunno! Sarà troppo tardi! Concordiamo una data e un luogo dove trovarci, e costituiamo questo Forum, questa Rete di tutte le realtà di base.

Deve essere un Forum della cittadinanza attiva, non dei partiti. Un Forum che includa credenti e non, associazioni laiche e comunità cristiane. L’enciclica sull’ambiente di papa Francesco aiuterà in questo. Il cambiamento climatico potrebbe diventare una forza galvanizzante per tutti noi. Uniamoci!

«Una crisi così grande e così onnicomprensiva come questa cambia tutto – afferma sempre Naomi Klein. Cambia quello che possiamo fare, quello che possiamo sperare, quello che possiamo chiedere a noi stessi e ai nostri leader. Possiamo farcela? So solo che non c’è nulla di inevitabile, niente, tranne il fatto che il cambiamento climatico è destinato a cambiare tutto. E ancora per breve tempo, la natura di tale cambiamento è nelle nostre mani».