Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di marzo 2026 ed è stato scritto prima dell’attacco isaelo-statunitense contro Teheran.
Dopo la distruzione di Gaza e la sua occupazione di fatto, dopo la resa del Libano e il ridimensionamento di Hezbollah e la sottomissione della Siria, Israele continua a puntare sull’Iran per destabilizzarlo e per regnare, quindi, indisturbata sul Medioriente. In tutto ciò, il governo di Tel Aviv gode di un totale sostegno della Casa Bianca.
L’obiettivo è tentare di cambiare il regime a Teheran. In barba ai dettami del diritto internazionale, a luglio dell’anno scorso Israele ha bombardato l’Iran uccidendo militari, scienziati e civili. A questa operazione militare illegale hanno partecipato gli statunitensi, che stavano ingannando gli iraniani in un fittizio accordo sul nucleare. Operazione fallita.
A gennaio 2026, Israele e Stati Uniti tornano alla carica. Gli Usa sferrano un attacco alla moneta iraniana, il rial, che crolla vertiginosamente. Scatta il panico. La gente scende in piazza per protestare contro l’inflazione galoppante e il caro vita. A quel punto pare che siano entrati in scena gruppi armati addestrati alla guerra urbana.
Forse finanziati da paesi terzi, questi facinorosi seminano la paura tra i manifestanti sparando in piazza, uccidendo civili pacifici e appiccando il fuoco nelle moschee e in altri luoghi pubblici. Tra le vittime anche esponenti delle forze dell’ordine. La finalità è creare il caos per addossare la colpa al governo, con la speranza di provocare una insurrezione generale contro il regime di Teheran. I governi occidentali lo hanno subito accusato di aver commesso un massacro contro i manifestanti pacifici.
Alcuni media mainstream e ong locali hanno parlato di oltre 30mila morti. Il relatore speciale delle Nazioni Unite ha ipotizzato che il bilancio possa superare i 20mila civili uccisi. Già nel 2009, in Iran ci fu una grande protesta chiamata la rivoluzione viola, eteroguidata per tentare di cambiare il regime a Teheran, senza successo.
La novità delle ultime proteste è che i burattinai di questa rivolta si sono esposti pubblicamente per parlare dello smantellamento dello stato iraniano e l’instaurazione di un regime filoccidentale. I grandi media hanno provato a sponsorizzare il figlio di Pahlavi, ex re di Persia. Gli Usa hanno mobilitato una flotta militare per colpire l’Iran; Trump si è rivolto alla popolazione locale invitandola a rivoltarsi, promettendo il sostegno militare di Washington.
Israele, da parte sua, ha apertamente ammesso che agenti del Mossad sono sul posto e forniscono sostegno logistico e formativo alla guerriglia urbana. Una dichiarazione di guerra contro l’Iran. Ma anche questa volta l’obiettivo è stato mancato. Gli iraniani, con l’aiuto dei russi, sono riusciti a disattivare il sistema Starlink di Elon Musk attraverso il quale Mossad, Cia e MI6 comunicavano con i ribelli sul posto. Questa operazione ha portato allo smantellamento di una fitta rete di collaborazionisti. Allo stesso tempo milioni di persone sono scese in piazza contro l’ingerenza straniera nei loro affari interni.
Ma perché gli Usa sono così ossessionati dall’Iran? La lobby sionista è molto influente ed esercita forti pressioni sull’establishment americano affinché invada l’Iran. Ecco perché Trump è così accanito contro Teheran. Ma vi è un altro motivo subdolo. La guerra geoeconomica contro la Cina. Quest’ultima importa gas e petrolio dall’Iran. Sottomettere Teheran vuol dire controllare le sue risorse energetiche e chiudere i rubinetti ai cinesi. Queste dinamiche geostrategiche pesano sulle spalle degli iraniani.
Piazza
Le ultime manifestazioni in Iran sono iniziate il 28 dicembre 2025 a Teheran, diffuse poi in numerose città.
La scintilla è stata la crisi economica: inflazione elevata, svalutazione del rial e proteste di commercianti contro
il caro-vita. In pochi giorni le mobilitazioni hanno assunto anche una dimensione politica, con slogan contro il governo e richieste di riforme.