L’intervista a padre Dario Bossi
Prosegue la campagna “Justiça nos Trilhos”, contro la multinazionale Vale Do Rio Doce, nel cuore dell’Amazzonia. Una campagna portata avanti da numerose organizzazioni, tra cui gli stessi missionari comboniani. L’intervista a padre Dario Bossi.

Nel Nord est del Brasile la conoscono bene. Si chiama Vale do Rio Doce ed è la seconda multinazionale del ferro al mondo. Nella regione del Carajás, nello stato di Maranhao controlla l’intero circuito produttivo della siderurgia. In questa parte dell’Amazzonia lo sfruttamento minerario vuol dire latifondo, disboscamento, incendi frequenti, monoculture, industrie siderurgiche, lavoro in schiavitù.

Da due anni i missionari comboniani portano avanti una Campagna (“Sui binari della giustizia”) sostenuta oggi anche da una rete internazionale di organizzazioni che si battono per il rispetto dell’ambiente e delle popolazioni.

Un movimento transnazionale che si è incontrato dal 12 al 15 aprile scorsi a Rio de Janeiro, proprio mentre era in corso l’assemblea annuale degli azionisti della multinazionale. Circa 160 persone provenienti da 13 paesi in rappresentanza di 80 organizzazioni si sono trovate a Rio de Janeiro per scambiarsi esperienze e costruire strategie.

Due carovane hanno percorso i due più importanti poli minerari del Brasile, quello di Minas Gerais a sud e quello di Parà e Maranhao a nord, per poi ricongiungersi proprio a Rio.

(L’intervista a Dario Bossi, missionario comboniano, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)