Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di marzo 2026.
Mancava Futuro Nazionale, il nuovo partito di Vannacci, al panorama razzista e demenziale italiano. Sebbene il linguaggio del generale, i suoi toni e i suoi argomenti possano spesso richiamare un film comico, invece che un programma politico, la realtà è che si sta incredibilmente alzando la soglia dell’accettazione di retoriche discriminatorie e violente, senza una particolare reazione generale.
Richiami espliciti al fascismo, l’elogio continuo della X Mas e soprattutto la “remigrazione”, ignobile neologismo, indicato come uno dei pilastri del progetto politico e oggetto di un (ahinoi!) terzo libro in fase di scrittura. Citando Manzoni e il 5 maggio, Vannacci evoca un “nuovo Risorgimento” e dice, con grande modestia, di ispirarsi a De Gaulle.
Lasciando perdere le proporzioni, andrebbe ricordato che De Gaulle era il comandante della resistenza francese contro i nazisti e i fascisti a lui tanto cari. Il generale dice che «la destra in Italia è slavata», per questo punta il dito sugli stranieri, sostenendo che c’è una relazione diretta tra delinquenza e immigrazione.
«Nell’articolo 13 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, si dice che ogni persona deve essere libera di lasciare il proprio paese, quindi si individua un proprio paese, non è vero che siamo figli del mondo e che i confini non esistono e allo stesso articolo 13 si dice che ogni persona ha il diritto sacrosanto di ritornare nel proprio paese, quindi quando noi diciamo di voler favorire il ritorno nel proprio paese di chi è entrato illegalmente nella nostra nazione o di chi commette reati nella nostra nazione, non facciamo altro che promuovere il sacrosanto diritto sancito dalla Carta universale dei diritti dell’uomo».
Sono parole sue, un misto di ignoranza e falsità. Ogni commento sarebbe superfluo, se non fosse che non è l’unico a pensarla in questo modo. Ed è questo il grande pericolo. Un tassello in più nel mosaico nero dell’estrema destra.
P.S. Della nuova formazione politica di Vannacci farà parte anche Aboubakar Soumahoro, il sindacalista di origini ivoriane, che andava in parlamento con gli stivaloni infangati, che ora afferma di essere stufo del Novecento: «Sono pronto a candidarmi con le forze del tricolore, io sono un pragmatico, guarderò il progetto, sono un uomo libero, difendo l’interesse italiano, tutto qui».
Aboubakar Soumahoro
Sindacalista attivo nelle lotte dei braccianti, è stato eletto deputato nel 2022 con l’Alleanza Verdi-Sinistra, poi passato al gruppo misto. È finito al centro di polemiche per l’inchiesta sulle cooperative legate alla famiglia, accusate di irregolarità nella gestione dei centri per migranti.