Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di luglio – agosto 2026.
«La cittadinanza italiana bisogna meritarsela. Noi ce la siamo guadagnata». È la teoria del generale Roberto Vannacci. Se non fosse che questo personaggio è entrato a far parte della politica italiana, ci sarebbe quasi da ridere. Verrebbero in mente le parole di Totò: «Signori si nasce e io modestamente, lo nacqui».
Purtroppo, il generale riscuote un certo successo, grazie a dichiarazioni come questa e al suo mantra della remigrazione. Una domanda viene subito spontanea: cosa ha fatto Vannacci (come tutti noi “italiani”) per “guadagnarsi” la cittadinanza? Nulla: ha solo avuto la fortuna di essere nato in Italia non per scelta sua, da genitori italiani, che non ha scelto lui.
Non mi sembra un’impresa eroica, solo il frutto di casualità. Se fosse nato a Lubumbashi, nella Repubblica democratica del Congo, Vannacci penserebbe le stesse cose? Al di là dell’ignoranza, le sue parole rivelano anche malafede. Visti i continui attacchi contro i migranti, cosa direbbe alle decine di milioni di italiani, costretti a emigrare in altri paesi, perché il nostro non ha fornito loro i mezzi per sopravvivere? Sarebbe anche in questo caso favorevole alla remigrazione?
Chiederei volentieri al generale se remigrerebbe anche i molti inglesi, tedeschi, scandinavi, svizzeri, statunitensi che vivono in Italia, senza essersene guadagnati la cittadinanza. Le sue parole, in realtà, nascondono il solito vetero razzismo, nemmeno troppo camuffato. Quello che attribuirebbe diritti sulla base del grado di autoctonia. Detto in altri termini, sta riproponendo delle teorie razziali vere e proprie.
Non c’è da stupirsi, certo, visti i continui richiami a simboli fascisti come la X Mas, a quel fascismo che nel 1938 emanò le terribili reggi razziali contro gli ebrei. C’è invece da preoccuparsi del crescente seguito che queste idee stanno riscontrando.
In pochi mesi il seguito di Futuro nazionale è aumentato rapidamente, al punto di diventare una pedina importante per la destra. Un punto che porterebbe un ulteriore spostamento verso l’estremismo, con una conseguente recrudescenza delle discriminazioni verso l’Altro, il “diverso”. Stiamo tornando, pericolosamente, alla ricerca della purezza, parola bellissima, dal suono cristallino, che ha portato a sei milioni di morti.
Remigrazione
Sinonimo edulcorato di politica di deportazione di massa di persone migranti e richiedenti asilo. La parola circola negli ambienti dell’estrema destra europea fin dal 2011. Se ne torna a parlare dopo un incontro tra militanti xenofobi austriaci e tedeschi nel 2023. In Italia è promossa prima dalla Lega e adesso da Futuro nazionale, movimento fondato da Vannacci