Furto o giustizia? Il videogioco Relooted sfida i musei occidentali
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Il 95% del patrimonio culturale dell'Africa subsahariana è ancora prigioniero nei musei occidentali; un gruppo di ragazzi è pronto a portarli a casa. Il dibattito sulle restituzione delle opere d’arte prende la forma di un videogioco prodotto dall’azienda sudafricana Nyamakop
Furto o giustizia? Il videogioco Relooted sfida i musei occidentali
17 Febbraio 2026
Articolo di Francesco Cannizzaro
Tempo di lettura 5 minuti
Foto tratta dal trailer di Relooted

Il 10 febbraio, la società sudafricana Nyamakop ha pubblicato Relooted, un nuovo videogioco centrato su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni in fatto di post-colonialismo: la restituzioni delle opere d’arte africane.

Numerosi paesi africani reclamano il ritorno in patria di manufatti sottratti durante il periodo coloniale e che figurano tuttora nelle collezioni dei più prestigiosi musei pubblici europei e nord-americani.

Consci di ciò, i protagonisti di Relooted puntano ad accelerare le pratiche. A modo loro.

Il fallimento della diplomazia

La trama del videogioco si sviluppa verso la fine del XXI secolo. Le potenze internazionali hanno appena siglato un accordo sulle restituzioni transatlantiche. La via diplomatica sembra funzionare, finché un emendamento ne stravolge i termini: verranno restituiti solo gli oggetti esposti pubblicamente. Per evitarlo, i musei iniziano a ritirare i pezzi più preziosi, nascondendoli nei depositi privati.

Lo scopo del gioco

Stufi dell’inadempienza dei musei occidentali, un gruppo di ragazzi africani guidati dall’esperto di manufatti – Professor Grace – decidono di andare in missione per riportare in patria i cimeli.

Il giocatore deve pianificare il recupero di 70 manufatti reali. Ogni oggetto esiste davvero, ha un valore storico e spirituale inestimabile, ed è stato sottratto alle popolazioni d’origine durante l’epoca coloniale.

Tra gli obiettivi figurano pezzi iconici come i Bronzi del Benin (una regione dell’odierna Nigeria), sottratti dall’esercito britannico nel 1897, o i tesori del regno del Dahomey (che corrisponde allo Stato del Benin di oggi.).

Gameplay

A differenza dei classici giochi d’azione, in Relooted non si usa la violenza. Il giocatore deve muoversi con astuzia, evitando guardie e telecamere sfruttando le abilità uniche della squadra. Una volta raggiunto il manufatto, per sbloccare la teca bisogna risolvere enigmi basati sulla storia reale dell’oggetto, portando il giocatore a studiarne la provenienza e il valore culturale.

Il peso dei numeri

La pubblicazione di Relooted incontra un fervore nel dibattito sulle restituzioni che dura da quasi un decennio. Il punto di svolta mediatico può essere rintracciato nel discorso tenuto nel 2017, dal presidente francese Emmanuel Macron all’università di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. In quell’occasione, dichiarò la disponibilità della Francia a restituire il patrimonio culturale africano saccheggiato durante il periodo coloniale. 

L’anno successivo, fu il turno della pubblicazione del Rapporto Sarr-Savoy, commissionato dallo stesso Macron. Il documento raccomandava di procedere per la via della restituzione e stimava anche come circa il 90-95% del patrimonio culturale africano si trovasse fuori dai confini africani, principalmente nei grandi musei europei e del nord America. Solo la Francia contava intorno ai 90.000 beni artistici subsahariani, di cui 70.000 custoditi nel Museo di Quai Branly a Parigi. 

Proprio da quest’ultima istituzione museale,  furono riconsegnate 26 statue del Regno di Dahomey al Benin nel 2021. La regista franco-senegalese Mati Diop dedicò all’operazione un documentario, Dahomey, con cui si aggiudicò l’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 2024. 

Negli anni successivi vi sono state numerose restituzioni. Tra le più significative, si annovera il ritorno di alcuni dei Bronzi del Benin. Nel 2022, la Germania fu il primo paese occidentale a riconsegnarne degli esemplari; nel 2025, i Paesi Bassi ne hanno restituiti 119, realizzando la più grande restituzione singola ad oggi; nello stesso anno, Regno Unito e Sudafrica hanno riportato delle insegne reali al Ghana.

L’Unione Africana ha dichiarato il 2025 “Anno del patrimonio culturale e delle riparazioni”, inserendo la restituzione tra gli obiettivi strategici di sviluppo del continente nell’ambito dell’Agenda 2063. 

L’impatto si è rivelato non solo culturale e simbolico, ma ha mostrato anche lati economici. Nel 2024, il rientro di 67 artefatti storici a Kumasi, la città ghanese già capitale del Regno degli Ashanti, ha raddoppiato i visitatori del Museo del Palazzo Manhyia.

Successo e controversie

A una settimana dal lancio, Relooted ha sollevato un piccolo polverone mediatico. I commenti appaiono divisi tra acquirenti soddisfatti e non-acquirenti detrattori.

Su Steam, piattaforma leader per l’acquisto e il download di giochi su PC, l’82%  degli utenti ne ha dato un giudizio positivo.

La situazione cambia su Metacritic, un popolare sito di critica videoludica. Se il voto degli esperti è simile a quello di Steam (75/100), quello del pubblico si attesta sull’1.8/100. Il che potrebbe spiegarsi con un caso di review bombing, cioè di un attacco, spesso coordinato, in cui molti utenti inviano una grande quantità di recensioni negative su un prodotto.

Se su Steam possono recensire solo coloro che hanno acquistato e provato il gioco, su Metacritic chiunque può lasciare il proprio commento.

La differenza di apprezzamento non dipende tanto dalle qualità effettive del gioco, quanto dalla sua narrativa politica che non è stata apprezzata in molte community nei paesi occidentali. Le accuse più comuni mosse al titolo sono quelle di promuovere il furto e di portare avanti un racconto dai tratti “woke”, una linea di pensiero progressista statunitense particolarmente invisa dal movimento Maga legato a Donald Trump. 

Verso la diaspora

Secondo un report di settore, il numero di giocatori nell’Africa subsahariana è quasi triplicato, passando da 77 milioni nel 2015 a 186 milioni nel 2021.

Tuttavia, questa crescita è principalmente influenzata dall’espansione del mercato dei mobile games. Il 95% dei giocatori nella regione gioca su smartphone o tablet, anziché su console e pc, piattaforme per cui è stato sviluppato Relooted.

Per questo motivo, come evidenziato dalla BBC, il vero obiettivo di Nyamakop non è solo il giocatore residente in Africa, ma il pubblico dei paesi europei e nordamericani sensibili al tema delle restituzioni. Con la diaspora africana in prima fila.

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